
VITERBO – A dicembre troviamo un nuovo snodo della politica in terra di Tuscia: le votazioni per il rinnovo del consiglio provinciale. La Delrio stabilisce un doppio meccanismo elettivo: una tornata per il presidente (che va a scadenza naturale nel 2025) e una per il consiglieri appunto.
Così da alcune settimane sono iniziate le grandi manovre in vista di questo momento importante sia ai fini della “pesata” generale che di quelli della gestione di Palazzo Gentili che, viste le competenze pesanti che ha comunque in mano rappresenta ancora un bel centro di potere.
La situazione dell’attuale consiglio è la seguente: cinque consiglieri di Tuscia Democratica (area Pd), due di Azzurri per la Tuscia (forzisti), uno di Per i Beni Comuni (popolari), uno della Lega, tre in quota Fratelli d’Italia.
I primi due gruppi di fatto costituiscono la maggioranza del presidente Alessandro Romoli (area Pd + area forzisti per un totale di sette consiglieri). La minoranza conta cinque consiglieri. Rispetto alle ultime votazioni per il consiglio le cose però sono profondamente mutate sul piano politico.
La novità più grossa è rappresentata dalla vittoria alle comunali di Viterbo dello scorso anno dei civici guidati da Chiara Frontini. Ora per la Delrio sono chiamati a votare, a dicembre, i consiglieri e gli assessori comunali di tutti i sessanta comuni della Tuscia. Ogni uomo o donna che sia però hanno un peso specifico diverso in base alla popolosità del comune che rappresentano. Questo rende ogni consigliere e assessore rappresentante del capoluogo pesantissimo rispetto agli altri. Un fatto nuovo che è destinato a mutare radicalmente gli equilibri a Palazzo Gentili. La domanda è: dove porteranno i loro voti i civici? Si muoveranno da soli? E dopo che posizione assumeranno rispetto al presidente?
Dentro questo scacchiere complicato si stanno muovendo tutti con calcolatrice e penna alla mano per capire come aumentare al massimo il proprio peso specifico. Le grandi manovre per Palazzo Gentili sono iniziate e nei prossimi mesi vedremo cambi di casacca, riposizionamenti e alla fine un grande scontro all’ultimo sangue, pardon all’ultimo voto.


















