Rinnovi dei consorzi di bonifica, per Coldiretti subito centralità del ruolo di Viterbo
pacifici
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VITERBO - Sui rinnovi delle cariche dei consorzi di bonifica che si terranno il giorno 9 febbraio 2020, Coldiretti Viterbo ha le idee molto chiare.

VITERBO – Sui rinnovi delle cariche dei consorzi di bonifica che si terranno il giorno 9 febbraio 2020, Coldiretti Viterbo ha le idee molto chiare.

Ne parla il Presidente Provinciale di Coldiretti Mauro Pacifici: “La fusione dei consorzi di bonifica ci porta necessariamente a relazionarci con altri territori con i quali dobbiamo collaborare e poter crescere insieme ed è assolutamente necessario uscire quanto prima dalla fase di commissariamento e far riprendere in modo importante tutte le attività di lavoro ai consorzi di bonifica stessi, ma deve e sarà assolutamente sempre Viterbo a tenere le fila della partita per tutta l’operatività, come fulcro gestionale inamovibile; l’attività dovrà assolutamente essere mirata ad abbassare i costi dell’acqua indistintamente per tutti gli agricoltori, e non a macchia di leopardo, poiché oggi i prezzi di vendita sono altalenanti ed è indispensabile agire sul taglio dei costi di produzione per i nostri imprenditori agricoli, al fine di migliorarne i bilanci aziendali anche sotto questo punto di vista.

Deve esserci maggiore velocità nelle sistemazioni di carattere idraulico, dei pozzi e dei punti di approvvigionamento in generale perché le aziende non possono e non devono più attendere tempi lunghi. Come Coldiretti Viterbo, nel rispetto del regolamento elettorale e dello statuto dei consorzi fusi, ci siamo immediatamente messi a disposizione fino agli ultimi giorni prima della presentazione delle liste per trovare la più larga alleanza possibile sul territorio dell’alta Tuscia, così come correttamente avvenuto nella Maremma, al fine di poter condividere le linee programmatiche di gestione futura, strada che nell’alta Tuscia ha incontrato notevoli difficoltà di attuazione e non si è concretizzata non per
nostro volere.

La cosa certa è che dovremo essere la guida per questo nuovo processo di miglioramento, nel quale Coldiretti cercherà di avere come sempre un ruolo centrale di concertazione in difesa di tutti gli agricoltori del territorio, nessuno escluso.”

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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