Rinnovamento del Pd, Piazza Democratica interviene
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"Noi pensiamo che si debba convincer chi non ha votato a sinistra che la sinistra italiana è cresciuta, ed è perciò migliore; non che si debba accattare la classe dirigente, ampiamente screditata, del centro e della destra"

“Partecipiamo al dibattito che si è (ri)acceso sulla direzione del rinnovamento del Partito democratico, intanto per spirito di giustizia. Che, in effetti, già sei mesi addietro abbiamo declinato con chiarezza la nostra posizione”. E’ l’inizio dell’intervento di Piazza Democratica in merito al rinnovamento del Partito Democratico e alla direzione che si dovrebbe intraprendere.

“Tuttavia, confermato che il progetto di rinnovamento del nuovo Partito democratico non è affatto un’alleanza vasta, indistinta e magmatica come ai tempi dell’Unione o dell’Ulivo, bensì esattamente il suo contrario – e cioè un partito di sinistra a vocazione maggioritaria (tanto che proprio in tal modo è stata modellata la riforma elettorale). E fatto osservare anche che – qualsiasi cosa si pensi – si fa davvero fatica a definire il tour de force riformatore del Partito democratico a segreteria Renzi come “moderato” – qualunque sia il significato che alla parola “moderazione” si voglia attribuire.

Ciò posto, per dovere di verità,- dicono dal coordinamento – se concordiamo volentieri con le voci che provengono dalla Unione comunale di Viterbo sul fatto che il Partito democratico, e tutta la politica (per la verità) nella provincia di Viterbo è ancora distante dal tasso di modernizzazione che la sinistra italiana vive a livello nazionale, ci pare paradossale, fino a sconfinare nell’assurdo, che si pretenda di indicare quale modello di questo rinnovamento niente di meno che l’esperienza che ha condotto all’elezione di Leonardo Michelini quale sindaco di Viterbo (!).

Ben inteso, Leonardo Michelini è ottima persona, mai sopra le righe, di correttezza esemplare; si è legittimamente e democraticamente affermato alle elezioni primarie, e benché noi spesso abbiamo dovuto esprimere accenti anche assai critici, è interlocutore che rispettiamo e rispetteremo sempre. Tuttavia, è di solare – e perciò innegabile – evidenza che tutti coloro che si adoperavano con la loro passione al movimento di Renzi – ancor prima che divenisse segretario (con conseguente corsa al salto sul carro) – hanno in quella occasione sostenuto l’amico Francesco Serra quale candidato sindaco di Viterbo.

Quel movimento di persone e di passioni fu sconfitto alle primarie, da un’alleanza che pretendeva di rinnovare la città come risultato dell’unione di tutti i pezzi della vecchia politica. Che, poi, tutti questi politici moderni e innovatori abbiano sostenuto eroicamente altri (diversi) candidati anche alle primarie che hanno eletto Renzi è, in fondo, perfino un dettaglio che in nessun modo sembra impedir loro di spiegarci oggi, ineffabili, quale sia esattamente il senso di quel rinnovamento contro cui essi si sono (tuttavia) sempre adoperati.

Da parte nostra, – conclude Piazza Democratica – come abbiamo affermato durante l’assemblea di presentazione della conferenza di organizzazione del Partito democratico della Tuscia (cui diamo il benvenuto, come grande opportunità di cambiare verso), ci limitiamo – per stavolta – a citare un intervento di Renzi del febbraio 2014, proprio a proposito di eventuali accordi con centristi di vario genere: bisogna andare a prendere ‘i voti degli altri e non i leader’ con ‘accordicchi’ da prima, e anche seconda, Repubblica. Ecco, noi pensiamo che si debba convincer chi non ha votato a sinistra che la sinistra italiana è cresciuta, ed è perciò migliore; non che si debba accattare la classe dirigente, ampiamente screditata, del centro e della destra!”

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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