Rinforzi per la sicurezza nella Tuscia: arrivano 12 nuovi agenti di Polizia tra Viterbo e Tarquinia
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L'obiettivo dell'incremento di organico è potenziare le attività di controllo e la presenza dello Stato nei punti più sensibili della provincia, dal centro storico di Viterbo all'area costiera di Tarquinia.

VITERBO – Nuovi innesti per la sicurezza della Tuscia. La Questura di Viterbo e il presidio di Tarquinia si rafforzano con l’arrivo di 12 nuovi agenti della Polizia di Stato, sei dei quali destinati alle sezioni operative interne del capoluogo e altri sei assegnati al Commissariato del comune tirrenico.

Il nuovo contingente si somma agli agenti già entrati in servizio nel mese di agosto, portando il totale dei rinforzi operativi sul territorio provinciale a circa venti unità complessive. L’obiettivo dell’incremento di organico è potenziare le attività di controllo e la presenza dello Stato nei punti più sensibili della provincia, dal centro storico di Viterbo all’area costiera di Tarquinia. Contestualmente all’arrivo degli agenti, si è insediata anche la nuova squadra dirigenziale, composta da Leonardo Bernardis, Riccardo Carvone e Giulio Cristofori.

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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