Rinascita socialista, il Psi riapre dopo 16 anni una sede a Viterbo
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A distanza di 16 anni sono tornati con uno spazio fisico dove incontrarsi e scambiarsi idee i pronipoti di Turati. Un partito "svecchiato", quello raccontato dal segretario Nencini e che ha come obiettivo entrare con un consigliere nei 21 comuni al rinnovo a giugno e nel capoluogo.

Il Partito Socialista ha di nuovo una sede nel capoluogo della Tuscia. La chiamano “rinascita” i militanti che si sono dati appuntamento alle 17 di oggi in via Valle Piatta numero civico 9. Diverse decine gli intervenuti e un ospite di riguardo: il segretario nazionale Riccardo Nencini.

A distanza di 16 anni sono tornati con uno spazio fisico dove incontrarsi e scambiarsi idee i pronipoti di Turati. Un partito “svecchiato”, quello raccontato dal segretario Nencini: “Nel 2008 contavamo in Italia 10mila iscritti, all’ultimo tesseramento sono state consegnate 20mila tessere. Un’iscrizione in aumento ma anche un cambio, perché di quei 10mila del 2008 in diversi non ci sono più”. Parla a una sala attenta il numero uno del partito, ad accoglierlo il segretario provinciale Massimo Paolini. E’ quasi commosso quando dà il benvenuto ai presenti.

“Questo è un punto di ripartenza sull’intero territorio provinciale. Nei nostri confronti, in questi anni, c’è stato un grande astio per distruggerci ma siamo qui – il discorso di Paolini -. Abbiamo rinnovato i quadri dirigenti del partito e abbracciamo la sfida del presente”.

Il segretario parla chiaro, sottolinea che il partito è quello fatto dalla gente in carne e ossa. “Quella che arriva in sezione, ti dice le cose in faccia, magari ti critica anche duro ma poi si va al bar a prendere il caffè. Alla gente così pago io. Il partito non è facebook, dove ci si insulta e basta”, testuali parole di Nencini. Poi lo sprone ai “compagni viterbesi”: “Questa federazione è importante se vi date organicità per tornare in Comune a Viterbo, avere una presenza nei comuni è importante. Occorre fare iniziative sempre, non solo in campagna elettorale”.

E allora l’asticella viene fissata su un obiettivo da raggiungere già in questo giugno: un consigliere in ogni comune che va al voto. In tutta la Tuscia sono 21 e di lavoro da fare c’è molto.

Nencini ha parlato anche come viceministro ai Trasporti e spiegato la posizione strategica del Viterbese, terra di mezzo tra Civitavecchia e i porti dell’Abruzzo. Ha anche dato un’informazione importante: “Il governo sta per stanziare fondi per le ferrovie regionali”. Un argomento caldo a queste latitudini.

Poi un appunto di metodo ai suoi: “Dobbiamo adottare il modello dei Radicali. Siamo un partito medio-piccolo e non abbiamo la forza di abbracciare tutto. Per ogni territorio vanno individuati tre o quattro temi centrali e dobbiamo lavorare e fare squadra con i nostri rappresentanti in Regione e Parlamento per portare a casa i risultati per il territorio”.

Svento il simbolo del Garofano su via Valle Piatta e tra le “capocce bianche” spunta anche qualche ragazzo sotto la trentina. Se i socialisti vogliono davvero una rinascita devono trovare il coraggio di guidarli e scommettere su loro.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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