Rinasce l'antica Roma e l'idea della Tuscia come attrattore turistico. Ecco Roma Vetus
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Un parco tematico sulla Roma imperiale come attrattore turistico e fonte d'occupazione. Potrebbero essere queste le funzioni di Roma Vetus, progetto faraonico che avrà i natali a Montalto di Castro.

A Montalto di Castro sta per rinascere l’antica Roma. Sarà ridotta al 70 per cento delle dimensioni reali ma pur sempre si tratta di un qualcosa, almeno sulla carta, di importante. Stiamo parlando di Roma Vetus, parco tematico sull’antica patria dei Cesari. Ieri la presentazione del progetto proprio a Montalto di Castro. Il tutto potrebbe essere ultimato nel giro di un paio d’anni. Una pensata che punta anche a capitalizzare i 7 milioni di croceristi che ogni anno sbarcano a Civitavecchia.

 

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Il parco sorgerà su un’area di 200 ettari e, questo dichiarano gli ideatori e investitori, porterà lavoro per 2mila maestranze. A questi vanno sommati 3mila dipendenti negli alberghi programmati, si parla infatti di 18mila posti letto che saranno realizzati intorno al nuovo attrattore. 360milioni di euro d’investimento nel parco tematico più un miliardo e mezzo di euro per le strutture ricettive. Per rendere l’idea, portare a compimento un’operazione del genere significa impattare a livello occupazionale sul territorio come lo stabilimento Fiat di Pomigliano.

 

Roma Vetus sarà la riproduzione della Roma Imperiale con i suoi monumenti: il Colosseo, il Circo Massimo, il Circo di Nerone, etc. Uno spazio per diffondere la cultura latina nel mondo ma anche un parco d’attrazione ludica. Inoltre il tutto sarà a disposizione anche come set cinematografico, per un colossal sulla Roma antica.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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