Rinasce il Poggino, ecco il Parco commerciale e artigianale: "La zona più vasta di Viterbo"
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Una quarantina di commercianti hanno deciso di fare rete per accendere la luce sul Parco. Non un centro commerciale, ma qualcosa di più. “Qui – dicono gli imprenditori – c’è tutto quello di cui un utente possa avere bisogno”. Perché il Poggino è la più vasta zona commerciale di Viterbo e si trova davvero di tutto.

Il Poggino rinasce grazie ad un gruppo di imprenditori che hanno “fondato” il Parco commerciale e artigianale. Una realtà che esiste da tempo, spesso dimenticata dalle amministrazioni locali, e che si è trasformata tanto da richiamare la necessità di rifondare la propria immagine. Un logo, una rete di imprenditori, una campagna pubblicitaria per dire “ci siamo anche noi”.

Il Parco commerciale e artigianale del Poggino è la naturale evoluzione della zona industriale, che da tempo si è nei fatti convertita in una zona dove poter fare shopping senza file e con parcheggi. La lotta per imporsi però non è semplice. Alcuni problemi di viabilità, di segnaletica stradale e alcuni strutturali come quelli della difficoltà di accedere a reti di fibra ottica stabili e poco costose, richiedono le attenzioni della pubblica amministrazione che potrebbe con poco rendere più facile la vita a chi lavora nel quartiere. Problematiche che cercheremo di approfondire nelle prossime settimane, cercando anche di suggerire alcune buone pratiche in giro per il paese che possano essere da spunto.

Una quarantina di commercianti intanto hanno deciso di fare rete per accendere la luce sul Parco. Non un centro commerciale, ma qualcosa di più. “Qui – dicono gli imprenditori – c’è tutto quello di cui si possa avere bisogno”. Perché il Poggino è la più vasta zona commerciale di Viterbo. E allora In bocca al lupo.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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