Rinasce dalle ceneri Via della Pace, il viterbese Bartocci riapre il suo ristorante a New York
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NEW YORK - "Finalmente lo posso gridare a tutti, siamo tornati". Così ha commentato lo stesso Bartocci. Nel febbraio 2020 il disastro. Un incendio ha mandato in fumo quello che Bartocci era riuscito a costruire a Manhattan.

NEW YORK – Il sogno americano del ronciglionese Giovanni Bartocci torna a splendere. Il primo maggio ha riaperto il suo ristorante Via della Pace.

“Finalmente lo posso gridare a tutti, siamo tornati”. Così ha commentato lo stesso Bartocci. Nel febbraio 2020 il disastro. Un incendio ha mandato in fumo quello che Bartocci era riuscito a costruire a Manhattan.

Nel 2012 l’inizio di una grande avventura, con il socio Marco Ventura. Hanno messo al mondo un posto di richiamo, dove si presentano al tavolo personaggi tipo di Woody Allen. 

Diverse volte Bartocci si è raccontato a La Fune che per prima ha raccontato la storia bella di questo ragazzo che ha trovato la propria dimensione oltre oceano. Lo ha fatto attraverso un ristorante che negli anni si è imposto nella scena newyorchese senza tante discussioni affermando i piatti della tradizione italiana come in pochi riescono a fare.

“Giovanni Bartocci nato a Roma alla fine degli anni 70, cresciuto a Ronciglione, è un ragazzo che ancora oggi non vuole ammettere di essere diventato uomo, soprattutto grazie a un percorso fatto di scelte a volte giuste altre volte meno, ma sempre orgoglioso di averle fatte”. Così si era descritto Bartocci al nostro giornale. Stratifoso della Lazio, tanto che Via della Pace è sede del Lazio Club di New York, amico del capitano Luca Pulino e intrattenitore di successo all’interno della trasmissione di Tln, condotta da Francesco Laurenti, Visti da Vicino.

Sempre con lui La Fune ha raccontato la Grande Mela nel giorno di Halloween diversi anni fa. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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