Rimpatriato 38enne bosniaco per pericolosità sociale
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Si trovava ristretto presso il locale Istituto di pena Nicandro Izzo, dove stava scontando una condanna a due anni e sei mesi di reclusione per i reati di rapina, furto, furto aggravato, false attestazioni a Pubblico Ufficiale e possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli.

VITERBO – Rimpatriato dalla polizia un trentottenne cittadino bosniaco. L’uomo, estradato dalla Spagna, dove era stato tratto in arresto in esecuzione di un mandato di arresto europeo, si trovava ristretto presso il locale Istituto di pena Nicandro Izzo, dove stava scontando una condanna a due anni e sei mesi di reclusione per i reati di rapina, furto, furto aggravato, false attestazioni a Pubblico Ufficiale e possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli.

L’accompagnamento alla frontiera è stato disposto sulla base della valutata pericolosità sociale del condannato, gravato da numerosi precedenti giudiziari e di polizia e perciò destinatario della misura alternativa alla pena detentiva dell’espulsione dal territorio dello Stato.

Il provvedimento, applicato dall’Ufficio di Sorveglianza con istruttoria curata dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Viterbo, è stato eseguito lo scorso 13 maggio con scorta assicurata da operatori della Polizia di Stato fino al Paese d’origine.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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