Rimpatriati a Tirana due albanesi pericolosi detenuti a Mammagialla
polizia
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L’accompagnamento alla frontiera è stato disposto sulla base della valutata pericolosità sociale del condannato, destinatario della misura di sicurezza dell’espulsione dal territorio dello Stato.

VITERBO – Albanese pericoloso, condannato a nove anni e nove mesi di reclusione e agli arresti nel carcere di Mammagialla, è stato rimpatriato nella giornata di giovedì 12 settembre. A occuparsi del rimpatrio personale della questura di Viterbo.

L’accompagnamento alla frontiera è stato disposto sulla base della valutata pericolosità sociale del condannato, destinatario della misura di sicurezza dell’espulsione dal territorio dello Stato. Era stato condannato per reati di rapina aggravata, estorsione e porto illegale di armi. L’espulsione è stata eseguita con una scorta assicurata da operatori dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Viterbo fino al Paese d’origine.

Lo scorso 3 settembre un altro cittadino albanese detenuto a Mammagialla, dove stava scontando la condanna definitiva a 5 anni e 6 mesi di reclusione per il reato di rapina aggravata è stato rimpatriato sempre con scorta con destinazione Tirana. Anche in questo caso la misura dell’espulsione era stata disposta valutando la pericolosità sociale del condannato.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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