
Michelini incontra i dissidenti Pd e prova a districarsi tra i tanti galli nel pollaio della maggioranza. Ieri pomeriggio il sindaco di Viterbo ha incontrato i 7 consiglieri del Partito Democratico guidato dal capogruppo Francesco Serra. Sul piatto la discussione sulla verifica di maggioranza e la volontà dei 7 dissidenti di liberarsi di questa definizione. Il gruppo del Pd è infatti spaccato in due: dei 12 consiglieri sono 7 quelli considerati dissidenti anche se, sostengono, in realtà sono loro ad essere stati eletti e ad avere la patente politica rispetto agli altri 5, i cosiddetti fioroniani. Nell’amministrazione però il peso dei primi è ridotto rispetto a quello dei secondi.
Così ieri il gruppo-Serra avrebbe ribadito questo concetto e avrebbe chiesto di formare una nuova giunta tenendo conto di quello che è stato votato nel documento approvato all’unanimità da tutto il gruppo consigliare la scorsa settimana. Sul tavolo però c’è una partita ancora più grande, ovvero quella degli equilibri di tutta la maggioranza con il fronte civico anch’esso lontano dall’essere unito. Insogna e Moltoni sono già considerati i dissidenti civici, ma anche all’interno del coordinamento delle civiche potrebbe saltare qualcosa.
Speculazioni e previsioni
Se Andrea Vannini dovesse essere confermato, rimarrebbero da riempire sei caselle, considerando in gioco anche quella della presidenza del Consiglio le caselle da distribuire sarebbero sette. Il Pd potrebbe dividersi quattro assessorati, con i fioroniani che potrebbero passare la carica di vicesindaco ai serra-panunziani, in nome della maggioranza che hanno nel gruppo. Le civiche si troverebbero così a dover dividersi tre posti per cinque gruppi. Tre di questi (Viterbo Bene Comune, Taborri, Civica per i diritti) hanno un solo consigliere e dovrebbero rimanere a mani vuote, Viva Viterbo ne ha due e Oltre Le Mura tre, senza considerare i due dissidenti.
Stando così i numeri a saltare dovrebbe essere Giacomo Barelli che potrebbe lasciare il posto a un altro di Oltre Le Mura in sostituzione di Alessandra Zucchi, a meno che la formazione di Filippo Rossi non decida di rimettere in mano al Consiglio comunale la presidenza di Maria Rita De Alexandris per assegnarla a uno di Oltre Le Mura.


















