Rimpasto a Palazzo dei Priori, parola ad Arena
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VITERBO - Nella giornata di sabato (domani) il nuovo rimpasto dovrebbe arrivare sul tavolo della giunta e della maggioranza. Le forze della coalizione hanno dato carta bianca al sindaco e attendono, forze per la prima volta dall'inizio del mandato, con serenità.

VITERBO – Nella Sala Rossa di Palazzo dei Priori è possibile trovare una tela, che viene cucita e poi scucita e quindi ancora ricucita. E’ la tela del nuovo rimpasto di giunta, su cui è al lavoro il sindaco Giovanni Arena. 

Ago, filo e pazienza. Per evitare di urtare le sensibilità, offendere gli animi delle varie forze della coalizione e scongiurare il tilt della maggioranza. Il passaggio del voto europeo rassicura sulla volontà di andare avanti con maggiore pacatezza e concretezza. Spenta la campagna elettorale tutti tornano a ragionare meglio, senza esasperazioni. Lo schema di gioco con cui Arena rimetterà in campo i suoi sarà un tre-due-due-due. Il punto fisso di questo rimpasto è nella sostanza il terzo assessore alla Lega, scranno a cui è destinata l’attuale capogruppo del Carroccio in Sala d’Ercole Ludovica Salcini. 

Quindi due assessori per Forza Italia, due a Fratelli d’Italia e due a Fondazione. Un nuovo principio che arma l’azione di rimpasto è quello del costruire deleghe più omogenee possibili. Infatti per circa un anno ci sono stati assessori chiamati a operare in rami tanto distanti simultaneamente e a contatto con diversi settori e sedi distinte. Un modo di organizzare le cose, giudicato deludente nei risultati. 

Nella giornata di sabato (domani) il nuovo rimpasto dovrebbe arrivare sul tavolo della giunta e della maggioranza. Le forze della coalizione hanno dato carta bianca al sindaco e attendono, forze per la prima volta dall’inizio del mandato, con serenità.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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