
VITERBO – Sul rimpasto le bocche a Palazzo dei Priori sono sigillate. Nessuno nega il tema ma nessuna conferma o smentita su ipotesi immaginabili viene confermata o smentita. La faccenda resta tutta in seno alla maggioranza e soprattutto, come da legge, nelle mani della sindaca Chiara Frontini.
Tra i tanti “quattro buttati per prendere otto” di questi giorni agostani però c’è qualcosa che non sembra trovare fondamento negli ambienti dei classici bene informati. Che l’assessore Silvio Franco sia arrivato al capolino per esempio è una di quelle cose marcate come “fakenews”. Potrebbe avere deleghe diverse e rimanere in squadra? E’ questa l’opzione più vicina alla realtà politica del momento. Magari una delega speciale per seguire con metodo i grandi obiettivi da centrare nel futuro prossimo: leggasi Giubileo 2025; e anteriore: leggasi candidatura di Viterbo a capitale europea della cultura 2033.
Inesistente la “sbandierata” paura di un possibile ingresso di Paolo Cappelli, diventato da diversi mesi un antagonista dell’attuale amministrazione. Il fondamento di questo “timore”, per chi lo accampa, risiederebbe infatti in un rifiuto da parte di Gabriele Gnignera (primo dei non eletti nella lista Viterbo2020) a entrare in consiglio nel caso in cui la meccanica della politica lo chiami. Non risulta infatti ci sia l’intenzione di quest’ultimo a dire no, come sostenuto dai teorici della “minaccia Cappelli” (politica ovviamente, sempre meglio precisare).
Anche su Sgarbi non sembra esserci tutta questa premura di “toglierlo” dalla giunta. Non costa nulla infatti, avendo rinunciato allo stipendio da assessore ed essendo considerato sempre un buon contatto con ambienti di livello nazionale. Poi lo stesso Sgarbi con la candidatura alle europee in Fratelli d’Italia ha anche acquistato “un’intoccabilità” da parte dei meloniani viterbesi: difficile sparare su un uomo che pochi mesi fa hai candidato in Europa.
Più che a un rimpasto foriero di “sfaceli” e “apocalissi politiche” che qualcuno punterebbe a teorizzare dovremmo assistere a una sorta di “rimpastino”. Un intervento della sindaca per cercare di togliere qualche blocco e dare maggiore fluidità all’azione di governo locale. Anche perché c’è un altro tema sostanzioso di cui non si parla e che invece potrebbe rappresentare la “vera ciccia” da servire sui tavoli cittadini per il prossimo autunno: un possibile allargamento di maggioranza. Con pezzi di minoranza? Sì ma non dei pezzi qualsiasi. E non sarebbe un gioco di partiti ma piuttosto il riconciliarsi di una vicenda poco politica e molto umana. Perché la politica è fatta anche di colpi di scena, come i grandi scrittori sanno.


















