Riina Junior boicottato anche dalla biblioteca comunale di Vignanello
IMG_9537
800 Monastero
Il sindaco: "Un affronto alla dignità, non solo delle famiglie delle vittime della mafia ma anche a quanti credono ancora nella riscossa di questo Paese"

Non solo le librerie indipendenti, ora anche le biblioteche comunali boicottano il libro di Salvatore Riina “Vi racconto mio padre”, edito da Anordest. L’iniziativa partita da una libreria di Catania il giorno dopo l’intervista del figlio del boss a Porta a Porta, sta facendo il giro d’Italia e dopo essere arrivata alla libreria Straffi di Viterbo, ora è la volta della biblioteca comunale di Vignanello, che dice apertamente no a un libro che sa di negazionismo sulla mafia.

“I lettori che frequentano questa biblioteca non hanno, e non avranno, a disposizione il libro ‘Vi racconto mio padre’ di Salvatore Riina”. Questa la scritta che è stata affissa fuori dalla biblioteca del paese, in segno di forte protesta contro il racconto del figlio del boss, condannato egli stesso per associazione mafiosa, e contro l’intervista che lo stesso Salvatore ha rilasciato pochi giorni fa su Rai1.

Da quel giorno le reazioni si sono moltiplicate, coinvolgendo prima i parenti delle vittime della mafia, poi la politica italiana, che si è sentita sdegnata dell’accaduto. “Circa un mese fa abbiamo intitolato un piccolo giardino a Francesca Morvillo, moglie del giudice Falcone – ha dichiarato il Sindaco di Vignanello, Vincenzo Grasselli – dando testimonianza che le comunità non si arrendono, che è vivo il ricordo dell’opera e della dignità di tante persone, servitori dello Stato, che hanno lottato per la legalità, la giustizia. la trasparenza”.

“Non possiamo restare insensibili di fronte a ciò che ci viene sbandierato come ‘diritto di informazione’, la presenza di Salvatore Riina a una trasmissione del servizio pubblico è un affronto alla dignità, non solo delle famiglie delle vittime della mafia ma anche a quanti credono ancora nella riscossa di questo Paese. Lancio l’invito – conclude il primo cittadino – ai sindaci dei comuni del nostro territorio, per fare in modo che questi piccoli segnali siano condivisi e possano arrivare ai cuori di tutti i nostri concittadini che sanno che un paese migliore passa anche attraverso questi esempi”.

Masicar800x120-optimize
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Onda
domenicale post
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Foto Fisioterapy Center
Fune 300x300
monastero interno
lafune_300 x 600
TdP_Inalazioni
POST FB 02
aiac_banner_01
Masicar300x300-optimize
asvis 2