Riflettori sul peperino, Grassotti: "Questa pietra è la nostra identità"
compep5
lafune_800 x 120
L’incontro, svoltosi al multisala CineTuscia Village, ha riunito geologi, architetti, archeologi, docenti universitari, ingegneri, dottori agronomi e forestali, oltre ai rappresentanti delle istituzioni.

VITORCHIANO – “Un convegno straordinario, sia per la qualità degli interventi sia per la grande partecipazione delle istituzioni, degli ordini professionali e dei cittadini, grazie a tutti”. Il sindaco di Vitorchiano Ruggero Grassotti commenta l’ottima riuscita del convegno “Il peperino di Vitorchiano e della Tuscia. Geologia, storia e sviluppo del territorio”, che ha riportato al centro dell’attenzione il peperino, la pietra simbolo del territorio e della Tuscia. Un appuntamento fortemente voluto dal primo cittadino che ha messo al centro uno degli asset fondamentali dell’economia viterbese, fornendo spunti interessanti per il rilancio complessivo della filiera.

L’incontro, svoltosi al multisala CineTuscia Village, ha riunito geologi, architetti, archeologi, docenti universitari, ingegneri, dottori agronomi e forestali, oltre ai rappresentanti delle istituzioni. Ampia la partecipazione degli iscritti agli ordini professionali che hanno potuto ottenere i crediti formativi previsti.

“Dopo vari decenni dall’ultimo appuntamento dedicato al tema – continua Grassotti – il Comune di Vitorchiano, promotore dell’evento insieme all’Ordine dei Geologi del Lazio, ha nuovamente ricondotto in primo piano il valore culturale, geologico ed economico del peperino, con un programma di altissimo profilo. Il peperino è parte della nostra identità e rappresenta un patrimonio che intreccia storia, lavoro, tradizione e prospettive di crescita. Le attività estrattive e di trasformazione, oggi presenti quasi esclusivamente nel nostro Comune, dimostrano quanto Vitorchiano in questo campo continui a essere un riferimento per l’economia locale e per l’intero viterbese”.

Il convegno è stato realizzato in collaborazione e con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Viterbo, dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali e dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Viterbo. Fondamentale il contributo delle aziende Dei Peperino, Micci, Santafiora, Margraf, Vimet (Gold sponsor), Centro estrazione Peperino (Silver Sponsor), di Ance Viterbo e il patrocinio di Accademia di Belle Arti di Roma, Camera di Commercio Rieti-Viterbo, Unindustria e Fondazione Carivit.

Hanno portato i loro saluti Antonella Sberna (vicepresidente del Parlamento Europeo), Mauro Rotelli (presidente VIII Commissione Ambiente della Camera dei Deputati), Enrico Panunzi (vicepresidente Consiglio Regionale del Lazio), Daniele Sabatini (consigliere Regione Lazio), Alessandro Romoli (presidente della Provincia di Viterbo) e Francesco Monzillo (segretario generale Camera di Commercio Rieti-Viterbo). Ha introdotto la giornata il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Roberto Troncarelli.

Nel corso del convegno si sono succeduti interventi tecnici e scientifici dedicati alla natura geologica del peperino, ai suoi usi storici e contemporanei e al suo contributo allo sviluppo economico del territorio. Nel pomeriggio si è svolta la tavola rotonda “Il peperino oggi: geologia, utilizzo, sviluppo del territorio”, moderata dal giornalista Giorgio Renzetti.

In conclusione, il centro storico di Vitorchiano ha ospitato una dimostrazione della lavorazione del peperino nel complesso di Sant’Agnese, realizzata dagli allievi di scultura dell’Accademia di Belle Arti di Roma guidati da Oriana Pompei, e la visita all’installazione fotografico-sonora “Petra. Materia in trasformazione” di Gianluca Ferranti e Giulia Rossi.

800x120 (1)
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
monastero interno
asvis 2
domenicale post
Onda
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
Masicar300x300-optimize
POST FB 01
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
aiac_banner_01
TdP_Inalazioni