Rifiuti volanti a Castel d'Asso; eternit e scarti gettati giù da trenta metri
Castel d'Asso 01
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Succede a Castel d'Asso. Eternit, pezzi di pavimentazione, plastiche, contenitori di prodotti per l'edilizia. Tutto gettato dall'alto nella valle.

Arrivano in aperta campagna, dove si coltivano broccoli e altro, scaricano il contenuto dei cassoni dei loro furgoncini, lo lasciano volare per una trentina di metri e se ne vanno indisturbati.

Succede a Castel d’Asso. Eternit, pezzi di pavimentazione, plastiche, contenitori di prodotti per l’edilizia. Tutto gettato dall’alto nella valle. Poco più già l’ingresso alla necropoli etrusca, con le sue bellissime tombe. Un luogo magnifico quanto dimenticato e non valorizzato. Tanto da poter diventare discarica a cielo aperto, anche di materiali pericolosi.

Alla base di tutto c’è la delinquenza di chi scarica i materiali in maniera illegale. Dall’altra le leggi troppo morbide nei confronti di chi commette questo tipo di reati e infine le difficoltà delle autorità competenti a controllare il territorio, specie se molto vasto.

La discarica nella valle di Castel d’Asso è però qualcosa di inaccettabile, che fa fermata e sanata. L’idea che possa esserci qualcuno pronto a lanciare per 30 metri lastre di eternit e altro materiale è da brividi. Si intervenga in qualche modo. Purtroppo sul territorio di Viterbo c’è bisogno davvero di uno “sceriffo” dell’ambiente.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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