Rifiuti tossici nelle terre di Graffignano, la Regione Lazio stanzia 42mila euro per lo studio della situazione
Graffignano
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La zona interessata si estende per circa 142 ettari e si presenta come una vasta area agricola coltivata a granaglie (orzo, grano) e seminativi oliacei (girasole, mais), sulla quale insiste, in regime concessorio, un'azienda faunistico venatoria.

“Oltre 42mila euro per il Piano di caratterizzazione ambientale in località Pascolaro, Cassettone e Bivio del Pellegrino nel Comune di Graffignano, siti purtroppo noti per un’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti risalente a una decina di anni fa”.

Lo scrive in una nota Enrico Panunzi, Presidente Sesta Commissione consiliare Regione Lazio. ” E’ quanto prevede una determina della Regione Lazio, – prosegue Panunzi – pubblicata in questi giorni, che assegna la somma all’amministrazione comunale per mettere in essere tutte le procedure iniziali previste dal Piano stesso, redatto dall’università della Tuscia e approvato dalla Conferenza dei servizi.

Come noto, secondo le accuse mosse a suo tempo dalla magistratura, su quei terreni sarebbero stati interrati dei rifiuti speciali che dovevano essere smaltiti in un centro specializzato in provincia di Terni (i reati sono andati prescritti). La zona interessata si estende per circa 142 ettari e si presenta come una vasta area agricola coltivata a granaglie (orzo, grano) e seminativi oliacei (girasole, mais), sulla quale insiste, in regime concessorio, un’azienda faunistico venatoria.

“Siamo di fronte – spiega – a un primo segnale di attenzione verso un problema dimenticato da troppo tempo e per troppo tempo sottovalutato. Per agire, però, bisogna avere elementi certi e a questo serve appunto il Piano di caratterizzazione, una procedura per capire che tipo di rifiuti sono stati interrati, gli inquinanti e le contaminazioni avvenute negli anni nei terreni. Ricordo come non più tardi della scorsa estate accompagnai lo stesso assessore regionale all’Ambiente Mauro Buschini a visitare il sito insieme ai tecnici, era presente anche il sindaco: l’impegno della Regione – conclude – continua quindi a rimanere costante”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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