20mila tonnellate di rifiuti tossici a Graffignano, partite le campionature delle acque
Graffignano
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ASCOLTA L'INCREDIBILE INTERVISTA A TIZIANO MATERAZZO (del comitato cittadini) TRASMESSA DA RADIO RAI UNO. Veleni nella Valle del Tevere, partiti i campionamenti in zona Pascolaro a Graffignano. Si è cominciato dalle acque: quelle di un pozzo che serve un casale di campagna e dei laghetti di pesca sportiva presenti nella zona. Dovranno proseguire con l'analisi in una conca naturale.

Veleni nella Valle del Tevere, partiti i campionamenti in zona Pascolaro a Graffignano. Si è cominciato dalle acque: quelle di un pozzo che serve un casale di campagna e dei laghetti di pesca sportiva presenti nella zona. Dovranno proseguire con l’analisi in una conca naturale.

Centrale è la questione del grano coltivato su terreni potenzialmente contaminati. Al momento non è stata effettuata alcuna verifica. La Asl avrebbe dato rassicurazioni sugli esami prima della mietitura, ma non è escluso che possano essere eseguiti a raccolto effettuato. Il tutto comunque avverrà sotto il massimo controllo.

Ieri la visita sui terreni del deputato del Movimento Cinque Stelle Massimiliano Bernini. Il 18 maggio scorso la conferenza dei servizi proprio nella sede del Comune, con l’approvazione del piano di caratterizzazione. L’iter prevede che la determina da parte del Rup del Comune e l’invio alla Regione Lazio dei moduli per la richiesta del finanziamento necessario a sostenere i costi. Si parla di 250mila euro.

Rispetto al primo piano di caratterizzazione, elaborato dal geologo del’Unitus Vincenzo Piscopo, si è deciso di estendere l’area da sottoporre a verifiche. Da 50 ettari iniziali si è passati a 140 ettari. Questo per avere un’esatta misura dell’intervento di bonifica necessario. L’interramento di rifiuti tossici e pericolosi risale a dieci anni fa.

 

Restate scomodi RAI Radio 1 – puntata del 30/05/2016 (dal minuto 24.40 l’intervista a Tiziano Materazzo del comitato di cittadini che si sta battendo per la verità.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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