Rifiuti speciali nella Tuscia? Viterbo Civica prepara una manifestazione contro Zingaretti
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Nuove discariche a Viterbo? In questi giorni agostani l'argomento è stato tirato fuori dall'assessore all'Ambiente Paolo Equitani (Ncd) e dall'ex sindaco Giulio Marini. Ora Viterbo Civica vuole dire la sua a Zingaretti.

‘Basta discariche’, cartelli con su scritto questa semplice frase accoglieranno il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. La sua visita in città è attesa per il 27 agosto, varo della festa dell’Unità viterbese. A lanciare la produzione di cartelli il guru di Viterbo Civica, al secolo Lucio Matteucci. Attraverso i social network del movimento e il passaparola sta mobilitando quanti più cittadini possibile per dare il “benvenuto” al numero uno della Regione Lazio.

L’ora X è stata fissata per le 19, ma Matteucci ha anticipato di trenta minuti la mobilitazione. Raduno a piazza della Morte eppoi, in processione, verso il palco della festa dei democrat. Giusto per arrivare in tempo all’arrivo di Zingaretti.

L’antefatto

Nei giorni scorsi l’assessore provinciale Paolo Equitani ha lanciato l’allarme: rischio apertura di una nuova discarica nella Tuscia. A fargli eco l’ex sindaco di Viterbo Giulio Marini. La terra che scotta è a Sud di Viterbo, località Casasole. In pratica al confine con Vetralla, zona d’agricoltura e falde acquifere. Si parla di rifiuti speciali, non pericolosi. U’idea che l’amministrazione Zingaretti sembra sia intenzionata a riesumare dal passato. La Provincia già nel 2012 aveva manifestato contrarietà e addirittura il consiglio comunale aveva bocciato l’iniziativa.

Il grido di battaglia di Matteucci

“Ci stanno riempiendo di immondizia e loro (i Pd viterbesi) lo invitano pure”, scrive Matteucci sui social riferendosi a Zingaretti. Poi continua e batte su un paio di tasti dolenti contemporaneamente: “Già siamo pieni d’arsenico, dateci pure altri veleni”. Poi il leader di Viterbo Civica invita tutti i cittadini a far sentire la propria voce, con questa manifestazione pacifica.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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