Rifiuti pericolosi a Pascolaro, Panunzi (Pd): "La Regione è intervenuta prontamente"
Graffignano
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Sulla vicenda di Pascolaro e dei terreni inquinati da rifiuti pericolosi nel territorio del Comune di Graffignano interviene il consigliere regionale Pd Enrico Panunci, in riposta alle dichiarazioni del parlamentare del Movimento Cinque Stelle Massimiliano Bernini.

Sulla vicenda di Pascolaro e dei terreni inquinati da rifiuti pericolosi nel territorio del Comune di Graffignano interviene il consigliere regionale Pd Enrico Panunci, in riposta alle dichiarazioni del parlamentare del Movimento Cinque Stelle Massimiliano Bernini.

“Ho letto le dichiarazioni dell’onorevole Massimiliano Bernini (M5S) in merito ai siti di Pascolaro, Cassettone e Bivio del Pellegrino, nel comune di Graffignano, località purtroppo note per un’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti risalente a una decina di anni fa (inchiesta poi prescritta).

La Regione Lazio non è certo stata a guardare e ha fatto la sua parte visto che per il Piano di caratterizzazione ha stanziato quasi 586mila euro con due distinte determinazioni dirigenziali, ha approvato il Quadro tecnico economico di progetto ed è in firma la richiesta di emissione di mandato di pagamento relativa all’anticipazione del 10% del finanziamento – dichiara Panunzi -.

Il Piano di caratterizzazione si basa su un preciso studio dell’università della Tuscia e la cifra stanziata, non certo casuale, è sufficiente per eseguire e completare tutti gli interventi ritenuti necessari e definitivi per la caratterizzazione del sito.

Tutto ciò non era né scontato né automatico, ma frutto di un impegno costante. In quei luoghi, secondo le accuse mosse a suo tempo dalla magistratura, sarebbero stati interrati dei rifiuti speciali che dovevano essere smaltiti in un centro specializzato in provincia di Terni (i reati sono andati prescritti).

La zona si estende per circa 142 ettari e si presenta come una vasta area agricola coltivata a granaglie (orzo, grano) e seminativi oliacei (girasole, mais), sulla quale insiste, in regime concessorio, un’azienda faunistico venatoria. Appena interessato del problema mi sono subito attivato e il 7 luglio del 2016 accompagnai lo stesso assessore regionale all’Ambiente Mauro Buschini a visitare il sito insieme ai tecnici, era presente anche il sindaco.

Dopo pochi mesi sono arrivati gli atti ufficiali, per i quali sono previsti delle apposite poste in bilancio (tra l’altro, come già detto, è in firma la richiesta di emissione di mandato di pagamento relativa all’anticipazione del 10% del finanziamento, così come previsto dalla normativa).

Ricordo anche che il capitolo su cui sono state impegnate le somme è relativo agli interventi sostitutivi in danno, ossia quegli interventi che prevedono l’avvio di azioni di rivalsa, a cura dell’amministrazione comunale, nei confronti dei soggetti che hanno cagionato danno all’ambiente, nel rispetto del principio “chi inquina paga”.

Siamo in presenza, in ultima analisi, di un intervento importantissimo, sia per la valenza dello stesso che per la somma stanziata: peraltro tutte le procedure si sono svolte in pochissimo tempo e la Regione ha dimostrato attenzione vera verso un problema dimenticato da troppo tempo e per troppo tempo sottovalutato.

Le somme messe a disposizione sono individuate con i seguenti atti amministrativi: l’impegno di spesa numero 1125072017 capitolo E32503 è relativo alla cifra di 42.464 euro (ex determinazione dirigenziale G14380 del 5 dicembre 2016): l’impegno di spesa numero 23521/2017 capitolo E32503 è relativo alla cifra di 543.353 euro (ex determinazione dirigenziale G05280 del 21 aprile 2017). Poi: con determinazione dirigenziale numero G10773 dello scorso 28 luglio la Regione ha approvato il Quadro tecnico economico di progetto.

Infine: la richiesta di emissione di mandato di pagamento (che è in firma) relativa all’anticipazione del 10% è la numero 19744: gli altri importi, sempre secondo la legge, saranno erogati in base allo stato di avanzamento dei lavori.

Ringrazio l’assessore Mauro Buschini e la sua struttura, in particolare il dottor Eugenio Maria Monaco, che si sono tanto prodigati per la risoluzione di un problema che sembrava insormontabile.

Ricordo che è trascorso appena un anno dal sopralluogo fatto congiuntamente e in questo lasso di tempo sono stati raggiunti risultati che hanno dato l’indirizzo giusto alla risoluzione di un problema che si trascinava da 15 anni.

Non faccio polemiche e preferisco parlare con numeri e dati certi; noto solo che, come spesso accade, un conto sono le enunciazioni e un conto sono i fatti”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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