Rifiuti, per i viterbesi prevista stangata dopo il voto. Previsto aumento dei costi annuali del servizio con conseguente impennata Tari
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Il piano d'indirizzo dell'amministrazione Michelini prevede 5mila utenze in più servite dalla differenziata. Questo si tradurrà inevitabilmente in un aumento dei costi, che dovranno essere sostenuti con la Tari.

Se la matematica non è un’opinione i viterbesi farebbero bene a entrare nell’ordine delle idee di un aumento della Tari, tassa che serve per sostenere i costi del servizio di raccolta rifiuti. 

Un “regalino” che busserà nelle case con il prossimo pagamento della tassa comunale ma che andrà a materializzarsi con tutta la procedura per l’individuazione della nuova società che andrà a vincere l’appalto. Il contratto con Viterbo Ambiente infatti scade in data 12 settembre. Palazzo dei Priori sta predisponendo tutto il necessario previsto dalle norme. Anche perché si tratta di un appalto importante, che dovrà seguire l’iter della gara europea. 

Nell’atto d’indirizzo, presentato dall’assessore al ramo Maurizio Tofani e approvato a marzo in consiglio comunale, sono contenuti tutti gli elementi che ci fanno parlare di aumento della Tari. Già fatta lievitare quest’anno del 15%.

L’atto d’indirizzo è documento centrale, perché su questo viene tirato già il progetto di servizio che poi viene messo a gara. L’appalto sarà, come quello in scadenza, della durata di sei anni. L’importo però non è stato ancora quantificato. 

L’appalto vinto da Viterbo Ambiente nel 2013 metteva a bando un servizio dai costi previsti per 9 milioni di euro all’anno. Il totale dell’affare raggiunge quindi la cifra di 54 milioni di euro. Ma difficilmente, visti i contenuti dell’atto di indirizzo, sarà possibile rimanere all’interno di
questi importi. Infatti nell’atto si prevede il superamento delle isole di prossimità e l’estensione del
porta a porta anche alle 5mila utenze “di campagna”.

Questa la “bomba” che, se non disinnescata, porterà inevitabilmente a lievitare il costo del servizio
e gli importi della tassa sui rifiuti dei viterbesi.

Ne abbiamo parlato con l’ex sindaco Giulio Marini, che conosce bene il bando vinto da Viterbo Ambiente. “La verità – ci ha spiegato Marini è che 9 milioni di euro all’anno sono una cifra
stretta. Dobbiamo considerare che Viterbo è la seconda città del Lazio per estensione dopo Roma,
che è quella che fa più differenziata (55%) e ha la tariffa più bassa del Lazio. Quanto fatto fino a
oggi, con tutti i problemi che pure ci sono stati, è qualcosa che forse non è poi stato così sbagliato.
Se questo appalto fosse stato davvero così deleterio come si spiega il fatto che la maggioranza
Michelini non ha mosso un dito per cambiarlo? Poteva farlo ma non è intervenuta. La verità è che
difficilmente è possibile cambiare le cose senza andare ad aumentare la tariffa pagata dai cittadini.
E toccarla è una scelta politica”.

L’atto d’indirizzo approvato dalla maggioranza uscente inevitabilmente apre verso un aumento dei
costi e quindi della Tari. “E’ una bomba politica – continua Marini -. O chi viene dopo cambia rotta
oppure tutti i viterbesi sono destinati a un aumento della tariffa. Prima di Monti il Comune poteva
intervenire e calmierare, facendo scelte di opportunità. Oggi questo non è possibile e i soldi spesi
per il servizio rifiuti devono coincidere necessariamente con quelli incamerati attraverso la Tari”.

Il nuovo affidamento dovrà seguire questo iter: dovrà esistere un progetto completo, entro questa data, da mettere a bando. Quindi quattro mesi per permettere alle varie aziende operanti nel settore di presentare la propria candidatura e qualche mese per la valutazione delle offerte presentate, prima di arrivare all’individuazione del nuovo gestore. Nel 2013 si presentarono cinque realtà ma con il molto probabile aumento del volume di business questo giro potrebbero essere attratte molte di più.

Se la nuova amministrazione non riuscirà a trovare uno spazio di manovra la stangata sarà inevitabile. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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