Rifiuti, dieci cose che Michelini deve fare per rendere Viterbo una città all'avanguardia
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Fare di Viterbo una città moderna e all'avanguardia è un'impresa possibile? Tutto dipende dai decisori e oggi nella stanza dei bottoni c'è Leonardo Michelini e la sua maggioranza. Il tema dei rifiuti è là sulla lavagna. A loro la scelta su come svolgerlo.
Leonardo Michelini e Nicola Zingaretti

Quello dei rifiuti è il grande tema che il capoluogo della Tuscia deve affrontare. Una questione delicata e spinosa, perché aggrovigliata da interessi, controinteressi, disinformazione, difficoltà oggettiva della faccenda. Una strada maestra ci sarebbe, è quella raccolta e diffusa dall’associazione Rifiuti Zero. E’ all’avanguardia a livello mondiale e farla propria significa allinearsi a tutta una serie di indicazioni dell’Unione Europea.

 

A livello internazionale molte città hanno assunto il percorso verso “rifiuti zero” attraverso atti deliberativi e concreti strumenti operativi volti da un lato a scoraggiare l’incremento dei rifiuti e lo smaltimento in discarica, e dall’altro a favorire , mediante apposite iniziative, l’estensione della raccolta differenziata da parte degli utilizzatori finali del bene, nonché a coinvolgere fattivamente il “mondo produttivo” nell’adozione di sistemi di produzione sempre più puliti e in grado di “incorporare” i costi ambientali delle merci prodotte.

 

Un’attenta politica di gestione dei rifiuti che punti al riuso e al massimo recupero di beni e materiali si pone in linea anche con gli obiettivi di diminuzione dei “gas serra” resa sempre necessaria e stringente da accordi internazionali che obbligano i governi a “tagliare” le emissioni di C02 legate anche alla produzione dei beni di consumo a partire dagli imballaggi.

 

Le città coinvolte in questo percorso sono ormai decine in varie parti del mondo quali la California (S. Francisco, Oakland, Santa Cruz, Berkley), l’Australia (Camberra e la regione del sud occidentale del Paese), la Nuova Zelanda, il Canada (Nuova Scozia, Columbia Britannica) la città di Buenos Aires e alcune città del Regno Unito.

 

Se Michelini vuole fare di Viterbo una città all’avanguardia, moderna e tirarla fuori dalla palude in cui è conficcata deve seguire questa scia. Altrimenti confermeremo una città di provincia, la più profonda e arretrata provincia. L’associazione Rifiuti Zero può rappresentare un buon alleato in questa sfida di modernità e civiltà. Basta che il Comune di Viterbo, tramite la persona del sindaco, firmi l’atto d’impegno Rifiuti Zero. Un documento che farebbe di Viterbo una città ‘Zero Waste’, facendosi l’amministrazione carico di dieci obblighi. Ve li riportiamo tutti per farvi rendere conto che tutto questo è “UN’IMPRESA POSSIBILE”. Sarà la stessa “impresa possibile” di cui parlava il Michelini della campagna elettorale? Non resta che augurarci di sì.

 

I DIECI IMPEGNI NECESSARI PER FARE DI VITERBO UNA CITTA’ A ‘RIFIUTI ZERO’

Impegno:

1) ad intraprendere il percorso verso il traguardo “Rifiuti Zero” entro il 2020, puntando al raggiungimento in breve tempo del livello minimo del 65% di raccolta differenziata sino al raggiungimento del 75% entro il 2016 e di almeno il 50% di frazioni differenziate e riciclate entro il 2020;
2) a presentare con urgenza una apposita deliberazione al Consiglio Comunale che dia mandato alla Giunta Comunale di estendere laddove occorra a tutto il territorio comunale la modalità di raccolta porta a porta spinta dei rifiuti urbani ed assimilati ed a realizzare adeguate isole ecologiche per conferire rifiuti ingombranti, RAEE, ecc.;
3) ad istituire entro il 2015 un sistema tariffario (T.I.A.) basato sulle effettive quantità di rifiuti prodotti dalle utenze domestiche e non domestiche;
4) a realizzare entro il 2015 un centro comunale per la riparazione e il riuso, a ridosso ma distinto dall’isola ecologica, dove beni durevoli e imballaggi possano essere riparati e reimmessi nei cicli di utilizzo ricorrendo eventualmente all’apporto di cooperative sociali e al mondo del volontariato;
5) ad offrire all’Amministrazione Provinciale tutta la propria collaborazione per la realizzazione di adeguata impiantistica per il recupero della frazione organica raccolta, favorendo impianti di bacino sostenibili;
6) affinchè la Giunta Comunale intraprenda tutti gli sforzi per minimizzare i flussi di rifiuti favorendo, anche in ambito di programmazione provinciale nel bacino di riferimento la realizzazione di impianti “a freddo” di selezione e riciclo degli imballaggi e delle frazioni secche con linea di estrusione per il recupero della frazione residua non differenziabile, in grado di recuperare ancora materiali contenuti nei residui e di acquisire informazioni su oggetti e beni non riciclabili o compostabili, da utilizzare nel confronto con il mondo produttivo al fine di suggerire la sostituzione di tali oggetti con altri eco – compatibili;
7) affinchè la Giunta Comunale si adoperi nei confronti degli Enti competenti perchè la frazione trattata residua non venga avviata ad incenerimento, la cui logica contrasta con l’obiettivo rifiuti zero;
8) ad istituire, in concorso con gli altri Comuni di bacino, l’Osservatorio Intercomunale verso Rifiuti Zero che abbia il compito di monitorare il percorso verso Rifiuti Zero indicando criticità, innovazioni e soluzioni per rendere il suddetto percorso verificabile, partecipato e costantemente in grado di aggiornarsi anche alla luce dell’evolversi del quadro nazionale ed internazionale;
9) ad inserire in qualità di componenti di tale Osservatorio due rappresentanti di Giunta, Consiglio Comunale e funzionari tecnici e/o amministrativi di supporto, riservando una quota paritaria ai rappresentanti ed esperti nominati da comitati, associazioni e cittadini attivi sul tema specifico. L’assemblea generale dell’Osservatorio procederà a nominare il Presidente nella figura di un esperto tecnico esterno all’Amm.ne;
10) di dare atto che i componenti del suddetto Osservatorio, che dovranno riunirsi almeno due volte l’anno, non percepiranno alcun compenso e che provvederanno a redigere una relazione annuale da presentare ai cittadini attraverso apposita seduta pubblica di consiglio comunale aperto. Potrà essere riconosciuto per i componenti fuori sede un rimborso spese opportunamente documentato. L’osservatorio si riunirà congiuntamente alla Commissione Consiliare ambiente o con altre Commissioni che cureranno aspetti correlati determinati.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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