Rifiuti, la Lega scende in piazza per protestare contro l'ordinanza Zingaretti
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VITERBO - Gli uomini e le donne del Carroccio sono scesi in piazza stamani alle 11.30 per un sit in di protesta davanti alla discarica di Monterazzano e alle 12.30 sotto la Prefettura.

VITERBO – Rifiuti, Lega: “Viterbo presa in giro dalla Regione come l’ultima delle province. In piazza a chiedere il commissariamento”.

Gli uomini e le donne del Carroccio sono scesi in piazza stamani alle 11.30 per un sit in di protesta davanti alla discarica di Monterazzano e alle 12.30 sotto la Prefettura.

“Alla mattina la Regione Lazio rassicura il sindaco con una telefonata che entro il 26 aprile non arriveranno più a Viterbo i rifiuti di altre province, e alla sera, la stessa amministrazione regionale emana un’ordinanza con cui saranno conferiti nel capoluogo della Tuscia duecento tonnellate al giorno di rifiuti provenienti dalle altre province fino al 30 giugno – così Lega Salvini -.

Tutto ciò nel giorno in cui la stessa Regione diserta il consiglio comunale straordinario richiesto dalla Lega per fare luce sull’emergenza rifiuti e sul destino di Viterbo che oramai da settimane, in virtù delle ordinanze di Zingaretti, deve farsi carico dei rifiuti di altri territori del Lazio.

Alla luce di quanto è accaduto ieri, verrebbe da pensare di stare su Scherzi a Parte. E, invece, questa è la cruda realtà dei fatti: una vera e propria presa in giro. Sufficiente, da sola, a commentare l’operato della Regione Lazio, incapace non solo di trovare una soluzione all’emergenza dei rifiuti, ma anche di porsi all’interno di un percorso partecipato e trasparente con i territori interessati, snobbando quel consiglio comunale straordinario con cui Viterbo ha cercato di aprire un dialogo, ma al quale i vertici regionali non si sono visti, salvo mandare l’ennesimo pacco regalo a fine giornata: duecento tonnellate di spazzatura al giorno.

Ancora una volta la provincia di Viterbo viene umiliata, con decisioni assunte passando sulla testa dei cittadini e di chi li rappresenta a livello locale, cercando unicamente di mettere una pezza all’emergenza del momento, infischiandosene dei danni e delle difficoltà che potrebbe creare tra qualche tempo in un territorio costretto a raddoppiare la quantità di rifiuti smaltita giornalmente, per finire ben presto sull’orlo di una situazione emergenziale, pur avendo sempre trattato con autosufficienza i propri rifiuti.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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