Rifiuti: il Tar chiude la partita. Il Comune incassa un’altra vittoria
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Il Tar respinge il ricorso delle ditte escluse: via libera definitivo alla nuova gestione dei rifiuti. Martinengo: “Trasparenza premiata, ora pensiamo al decoro della città”.

VITERBO – Nuovo punto a favore del Comune di Viterbo nelle aule di giustizia amministrativa. Dopo la recente sentenza che aveva blindato l’istituto scolastico del Carmine, il Tar respinge anche il ricorso di Sea Servizi Ecologici Ambientali e Iseda S.r.l., le due aziende che avevano impugnato l’appalto per la gestione dei rifiuti.

Il tribunale ha confermato la legittimità dell’operato dell’amministrazione: l’esclusione del raggruppamento ricorrente, motivata da gravi irregolarità fiscali, è stata giudicata corretta. L’aggiudicazione del servizio al Rti composto da Gesene e Cosp Tecno Service resta dunque pienamente valida.

Un verdetto che mette la parola fine a una vicenda annosa e che consente al Comune di passare dalle carte bollate ai fatti concreti.
“Andiamo avanti senza esitazioni per dare ai cittadini le risposte che attendono”, ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Giancarlo Martinengo, sottolineando “la soddisfazione per una sentenza che riconosce la correttezza e la trasparenza delle procedure”.

L’appalto riguarda un servizio cruciale: raccolta e smaltimento dei rifiuti, igiene urbana, decoro cittadino. Tradotto: meno sacchi abbandonati agli angoli delle strade e più vivibilità. “Ora non resta che dare corso alla stipula del contratto – ha aggiunto Martinengo – per garantire sicurezza e qualità della vita ai viterbesi”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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