Gestione rifiuti, il tallone d'Achille delle isole di prossimità viterbesi
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Le isole di prossimità viterbesi rappresentano un luogo d'imbarazzo per il sistema di raccolta dei rifiuti del Comune di Viterbo. Le situazioni sono esplosive e senza controllo, tanto da mandare su tutte le furie i residenti.

Isole ecologiche viterbesi, uno scenario poco edificante. Malcontento forte dei residenti che dovrebbero utilizzarle e sconcerto di chi si trova a passare nei paraggi. Una delle situazioni più critiche si registra in zona Colle Verde, un’area residenziale alle porte di Viterbo. Siamo tra La Quercia e Vitorchiano.
I sacchetti si accatastano in maniera incontrollata e l’ipotesi più gettonata è che a utilizzare questa isola di prossimità non siano soltanto gli abitanti di questa zona. Emerge così con forza il problema dell’impostazione del sistema viterbese delle isole di prossimità.

Nella maggior parte delle altre città italiane, che se ne sono dotate, troviamo una situazione disciplinata da tutta una serie di accorgimenti. Spulciando i regolamenti in materia di isole di prossimità di diversi comuni italiani è possibile trovare cose interessanti. Così viene descritta un’isola di prossimità da Nord a Sud del Bel Paese: 1) devono essere posizionate in piano e dotate di pavimentazione e canalizzazione delle acque piovane; 2) si prevede una recinzione, alta almeno due metri; 3) si prevede una copertura per evitare l’introduzione di rifiuti non autorizzati e che l’acqua piovana entri in contatto con i rifiuti rischiando di portare nei terreni sostanze inquinanti; 4) sistemi d’illuminazione e apposita cartellonistica esplicativa su come posizionare i rifiuti; 5) un sistema di videosorveglianza continua, con registrazione, per evitare atti vandalici.

C’è anche chi prevede l’accesso all’area disciplinato attraverso schede magnetiche, che riconoscono l’utente e verificano se sta scaricando rifiuti nell’isola di prossimità corretta. Ce ne sono di attrezzate con pesatori, ma solo nei comuni virtuosi che hanno introdotto sistemi d’incentivazione della differenziata facendo pagare i cittadini in base ai rifiuti conferiti.

Per il Comune di Viterbo diventa importante mettere mano alla situazione, per sviluppare un servizio di raccolta rifiuti veramente al passo con i tempi.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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