
VITERBO – Rifiuti, il capoluogo fatica a fare decollare la differenziata che arriva al 58%. Una percentuale non eccezionale e bene al di sotto di quella raggiunta da tanti comuni della provincia. A gravare negativamente il caos delle isole di prossimità dove finiscono per abbandonare, in modo illegale, i propri rifiuti anche i cittadini di comuni limitrofi.
La questione non è banale, anzi. Il costo di tutta la partita rifiuti su base comunale viene affrontato con i proventi della Tari. Questa viene stabilita in base a precisi criteri e punta a raggiungere l’importo pari ai soldi necessari per fare fronte alla spesa comunale per l’immondizia.
Una bassa percentuale di differenziata in sostanza significa maggiore conferimento in discarica, e quello si paga un tot a tonnellata. Quindi il mancato decollo della differenziata si traduce nella sostanza in una Tari più cara per i cittadini.
Fondamentale è la partita dell’educazione al riciclo. Tema ostico per molti, visti i problemi che la società che gestisce l’appalto ponte sui rifiuti continua ancora ad avere con i sacchetti lasciati dai cittadini. Aiuterebbe molto l’introduzione della tariffa puntuale, che obbliga a pagare in base ai rifiuti prodotti. Di strada da fare ce n’è ancora molta e le decisioni in maturazione difficilmente saranno così avveneristiche.


















