Rifiuti da Roma, Tar boccia il ricorso di Palazzo dei Priori. Frontini: "Continuiamo la battaglia e confidiamo nella Regione"
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - "La nostra battaglia la continuiamo - così il sindaco Chiara Frontini -, perché questa storia deve finire una volta per tutte. Prendiamo atto delle decisioni del tribunale amministrativo regionale, ma la battaglia per fermare il flusso di rifiuti romani a Viterbo resta sacrosanta e non è un caso che questo tema è rientrato tra gli impegni programmatici che abbiamo richiesto al neopresidente eletto Rocca".

VITERBO – Rifiuti da Roma, il Tar boccia il ricorso contro l’ordinanza regionale avanzata da Palazzo dei Priori. 

“La nostra battaglia la continuiamo – così il sindaco Chiara Frontini -, perché questa storia deve finire una volta per tutte. Prendiamo atto delle decisioni del tribunale amministrativo regionale, ma la battaglia per fermare il flusso di rifiuti romani a Viterbo resta sacrosanta e non è un caso che questo tema è rientrato tra gli impegni programmatici che abbiamo richiesto al neopresidente eletto Rocca.

Si è giustificato questo flusso con il carattere di emergenza, ma non quella dei rifiuti romani non è emergenza, bensì una crisi prevedibile e strutturale rispetto alla quale per anni non si è mosso un dito, utilizzando altri impianti per tamponare.

Monterazzano ha praticamente esaurito la sua capienza a forza di accogliere i rifiuti romani, e questo non è tollerabile. Ho condiviso la scelta di fare quel ricorso, al posto di Giovanni Maria Arena lo avrei fatto anche io, e comunque valuteremo con i legali l’opportunità di ricorrere al Consiglio di Stato, per affermare un principio, ma sono fiduciosa che con il nuovo governo regionale questo sistema di scarico di responsabilità finirà una volta per tutte”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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