Riduzione dello stipendio per la polizia penitenziaria
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Nuova batosta per Mammagialla. Come se tutti i problemi che ha non bastassero, ora arriva anche la riduzione dello stipendio per dicembre per la polizia penitenziaria, che ora dice basta: "Entreremo in stato di agitazione".

Nuovi guai a Mammagialla, come se non bastassero quelli che ci sono già. Dopo il pericolo costante del sovraffollamento, la mancanza di personale e i tagli alla luce, ora arriva una nuova batosta che va a colpire le guardie carcerarie dell’istituto detentivo. Un taglio agli stipendi che partirà proprio da dicembre e che sicuramente non ha fatto piacere agli agenti della penitenziaria.

L’annuncio è arrivato qualche giorno fa e l’Uspp, il sindacato della polizia penitenziaria, non ce la fa a rimanere in silenzio. “E’ stato comunicato al personale che, per il mese di dicembre, sarebbe mancata una parte dello stipendio a causa di pratiche burocratiche ‘disattese’ dalla direzione – ha dichiarato Danilo Primi dell’Uspp -. E’ inaccettabile che si verifichino cose del genere e soprattutto in questo periodo. Ci sono persone monoreddito e che puntano tutto su una paga. Ora, si troveranno in difficoltà, anche perché poi dicembre è il mese delle scadenze e soprattutto del Natale. Molti bambini verranno lasciati senza regali per la superficialità di chi mette a rischio la stabilità economica delle famiglie”.

L’Uspp dichiara già battaglia e annuncia l’ingresso in agitazione del personale di polizia penitenziaria. Intanto nel carcere di Viterbo permangono le tante criticità che da anni lo caratterizzano. L’ultima è di pochi giorni fa, quando un detenuto ha “azzannato” un agente.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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