"Ricordi in soffitta", mostra dei ricordi del passato ad Acquapendente
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Ad Acquapendente in mostra i ricordi del passato con la mostra "Ricordi in soffitta"

ACQUAPENDENTE-Ricordi in soffitta, immagini storiche di un tempo passato. Questo il titolo della mostra fotografica di circa 200 immagini allestita nella Biblioteca Comunale di Acquapendente, a cura di Marcello Rossi.

La mostra vuole presentare un revival delle precedenti edizioni, frutto di una selezione dello storico Archivio Fotografico Nocchia. “Abbiamo un archivio fotografico grandissimo – dichiara Angelo Ghinassi, sindaco di Acquapendente – dove è custodita la nostra storia, le nostre più antiche tradizioni. Un archivio destinato alle attuali e future generazioni che dovranno perseguire il cammino che abbiamo intrapreso da qualche anno”.

Il patrimonio fotografico della Biblioteca si arricchisce, oltre alle immagini che raccontano la storia del popolo aquesiano, del fatto che è realizzato in lastre in vetro, il primo supporto dove veniva applicata l’emulsione fotosensibile di sali di argento in poche parole l’inizio dell’era fotografica.

Oltre all’archivio la mostra è stata realizzata grazie a donazioni di cittadini sensibili alle “cose” del passato di Acquapendente. La mostra fotografica sarà aperta in orario della Biblioteca fino al 30 settembre 2019 e sarà aperta lunedì, mercoledì, venerdì e sabato 10.00-13.00 / martedì e giovedì 10.00-13.00 / 16.00-19.00.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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