Riconoscimento prestigioso al miele prodotto nel carcere di Mammagialla
Foto carcere Mammagialla
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La casa circondariale di Viterbo, in quanto produttrice di miele nel tenimento agricolo dell’istituto, ha partecipato, anche nel corrente anno, all’importante concorso nazionale “Tre gocce d’oro – Grandi mieli d’Italia – Premio Giulio Piana”

VITERBO- La casa circondariale di Viterbo, in quanto produttrice di miele nel tenimento agricolo dell’istituto, ha partecipato, anche nel corrente anno, all’importante concorso nazionale “Tre gocce d’oro – Grandi mieli d’Italia – Premio Giulio Piana”.

Nell’edizione 2018 sono state presentate 1124 istanze di partecipazione con assegnazione dei seguenti riconoscimenti: “tre gocce d’oro” a 16 aziende; “due gocce d’oro” a 158 aziende e “una goccia d’oro” a 352 aziende.
Per il Lazio, dopo un selezione operata dall’Osservatorio nazionale miele con valutazione delle caratteristiche visive, olfattivo-gustative e tattili dei prodotti, sono state premiate complessivamente nove aziende: tre (fra cui la casa circondariale di Viterbo) con il riconoscimento di “due gocce d’oro” e sei con il riconoscimento di “una goccia d’oro”.

Non va trascurato che il lavoro agricolo, congiuntamente a quello manifatturiero (falegnameria, sartoria, officina fabbri), rientra nelle molteplici attività rieducative organizzate nel penitenziario. Oltre all’apiario, sono attive in istituto due serre, una utilizzata per la produzione di germogli ad uso alimentare, l’altra interessata al progetto “Clorofilla” per detenuti dimittendi a seguito di un bando della regione Lazio.
Il risultato conseguito nel premio Giulio Piana è motivo di orgoglio e di grande soddisfazione per la casa circondariale di Viterbo per il miele millefiori “Mamma-gialla” che ha visto riconosciute le “due gocce d’oro”, conquista, nel territorio della Tuscia, una posizione leader, per qualità del prodotto, nel settore della mielicultura.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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