“Riconoscimento al lavoro” Confartigianato edizione 2024: consegnati a Soriano i premi agli artigiani meritevoli
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SORIANO NEL CIMINO - Il segretario nazionale ANAP Fabio Menicacci, presidente del consiglio comunale di Soriano, è intervenuto con un videomessaggio.

SORIANO NEL CIMINO – Ancora un grande successo per la sesta edizione del premio “Riconoscimento al lavoro”, organizzato domenica scorsa, come ogni anno, dal comitato locale di Soriano nel Cimino nella sala consiliare del Comune, alla presenza del vicesindaco Rachele Chiani, del presidente di Confartigianato Lazio e Confartigianato Viterbo, Michael Del Moro, del presidente Regionale Anap, Luigi Nicolamme, e dei vertici di Confartigianato Soriano, Agnese Monacelli e Daniele Lampa, che hanno portato i saluti istituzionali e presentato l’evento moderato da Danilo Monacelli.

Il segretario nazionale ANAP Fabio Menicacci, presidente del consiglio comunale di Soriano, è
intervenuto con un videomessaggio.

Per l’edizione 2024 dell’ormai tradizionale evento, il “Riconoscimento al lavoro” è andato a:

– Micci Pietre, premio azienda dell’anno;
– Federica Bellavita, premio donna impresa;
– Lady and Gentleman di Alessio e Erica, premio giovani Imprenditori;
– Luigi Clementi, premio pensionato;
– Luigi Mei, premio alla memoria.
“Dove c’è una bottega artigiana c’è speranza – ha commentato il presidente Del Moro -, c’è lavoro,
c’è benessere, c’è attenzione anche per gli aspetti sociali delle nostre comunità, specie in centri
piccoli come Soriano. Per questo anno dopo anno continuiamo a premiare i nostri artigiani, perché
il loro esempio fa crescere i territori”.

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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