
Nell’area del colle del duomo si nascondono tesori preziosi. Uno di questi è sicuramente il mistero della sepoltura di papa Alessandro IV. Trovare la tomba di un pontefice, sepolto nel ‘200, sarebbe per Viterbo un buon modo per rilanciare la sua immagine come città dei papi. L’amministrazione guidata da Leonardo Michelini, presentatasi ai viterbesi come capace di innescare un vero cambiamento, ha intenzione di prendere sul serio questa prospettiva? E’ il momento o no, per Viterbo, di riprendere quella ricerca che ha affannato generazioni di “primitivi” archeologi locali? Oggi esistono strumenti e tecnologie che potrebbero permettere importanti scoperte.
I soldi per questo o quell’evento abbiamo capito che ci sono, fortunatamente. Per improntare ragionamenti più di sistema e strutturati, come potrebbe essere un’operazione di ricerca di questo tipo, il Comune non ha risorse? Quanto si prevede di mettere in bilancio? Ci ha pensato nessuno? Questa cosa, che realmente potrebbe avere un importante funzione di marketing territoriale, interessa o no? Non è difficile pensare che l’importante ritrovamento richiamerebbe l’attenzione dei media nazionali e internazionali. Allora perché non investire fondi pubblici in questo? Tenendo, inoltre, bene a mente che Alessandro IV è un pontefice caro ai viterbesi, per il suo legame con la storia del trasporto di Santa Rosa. Michelini & Co. sono pronti a sfidare la storia della città, entrando (in caso di riuscita) nella storia della città?
Interessante, a proposito di questa sepoltura segreta, andare a leggere ciò che c’è scritto su Wikipedia. Per i più pigri riportiamo il passo che ci interessa, per chi volesse un maggiore approfondimanto vi mettiamo a portata il link.
IL MISTERO DELLA TOMBA SCOMPARSA
Alessandro IV morì il 25 maggio del 1261 a Viterbo, dove, pochi anni prima, aveva prudentemente trasferito la Sede Pontificia, nel timore delle persecuzioni e delle sommosse che in quel periordo storico opprimevano la Chiesa di Roma. Per gli stessi motivi, dopo la sua morte, al fine di evitare profanazioni e saccheggi, le sue spoglie furono nascoste all’interno della Cattedrale di San Lorenzo a Viterbo, dove a tutt’oggi riposano in un luogo ancora segreto.
Tra i tanti documenti che testimoniano l’avvenuta sepoltura del Pontefice nella Cattedrale di Viterbo, si segnalano: 1)Una delle prime bolle di Urbano IV (1261 – 1264, anni di pontificato), eletto Papa tre mesi dopo la morte di Alessandro IV, in cui è scritto: “Viterbii moritur et in ecclesiae S. Laurentii honorifice sepelitur” (la bolla è riportata anche nel registro delle bolle papali di Dorez-Guiraud, Les registres d’Urban IV doc. 1). 2) Bartolomeo Sacchi, detto il Platina (1421 – 1481), umanista rinascimentale, nella sua opera “Platina delle vite de’ Pontefici”, a proposito di Alessandro IV scrive: “andò subito a Viterbo (…) finalmente morì in quel luogo per lo dolore dell’animo, et honoratamente fu sepolto nella Chiesa di San Lorenzo l’anno 7 del suo Pontificato”.
Nei secoli successivi alla morte di Alessandro IV sono stati effettuati alcuni tentativi di ricerca della sua tomba, ma ad oggi nessuno è stato in grado di risolvere questo mistero. Gli ultimi tentativi risalgono alla fine del XIX Secolo, anch’essi rimasti senza esito dal momento che «fu imposto di sospendere le ricerche per mancanza di fondi» (manoscritto, Archivio della Cattedrale di Viterbo). Recentemente, a distanza di oltre 750 anni dalla morte del Pontefice si sono riaperte le ricerche per il ritrovamento della sua tomba, con un progetto internazionale diretto dall’Istituto “Alessandro IV”, una struttura creata da liberi ricercatori europei al fine di coordinare e dirigere progetti di ricerca scientifica. Il Progetto Internazionale “Papa Alessandro IV”, avendo sviluppato una metodologia di ricerca che coinvolge al tempo stesso geofisica ed archeologia, ha ottenuto diversi riconoscimenti, da ultimo con la partecipazione alla Second International Conference on Engineering Geophysics, negli Emirati Arabi, dal 23 al 27 novembre 2013.


















