Ricci: "La crisi blocca le opere che vogliamo finanziare. Mi sarei aspettato più senso di responsabilità"
Conferenza-Michelini
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Un Alvaro Ricci teso, tanto appassionato da essere quasi alle lacrime, ieri pomeriggio è intervenuto durante la conferenza stampa del sindaco, per spiegare cosa significa quella che, ai suoi occhi, sembra una guerra di posizione in atto in Consiglio comunale.

“Minoranza irresponsabile: investimenti bloccati dalla mancata nomina dei Revisori dei Conti”. Un Alvaro Ricci teso, tanto appassionato da essere quasi alle lacrime, ieri pomeriggio è intervenuto durante la conferenza stampa del sindaco, per spiegare cosa significa quella che, ai suoi occhi, sembra una guerra di posizione in atto in Consiglio comunale.

L’assessore ai lavori pubblici qualche giorno fa aveva annunciato, insieme alla giunta riunita in conferenza stampa, una serie di opere programmate dalla giunta Michelini per un valore di circa 6 milioni di euro “che valgono come metà Plus”, aveva detto. Opere che però sono bloccate perché senza i Revisori dei Conti non possono partire gli appalti e i bandi.

“Serve approvare una variazione di bilancio per fare le opere e per farla serve nomina revisori dei conti. Ecco l’effetto pratico della crisi – dice accusando velatamente i 7 consiglieri del Pd dissidenti e la minoranza – è anche stato sospeso un finanziamento dello Stato per la sicurezza nelle scuole perché non possiamo procedere al bando”.

Ricci ha poi tirato in ballo l’ex sindaco Giulio Marini: “Quando governava il Pd gli ha permesso di portare avanti il Plus. Gli abbiamo tenuto il numero legale, lui oggi non l’ha fatto, ma mi sarei aspettato la stessa correttezza e lo stesso senso responsabilità”. Giulio Marini ha poi replicato che non si trattava di “tutto il Plus, ma solo dell’esproprio dell’ex cucine dell’ospedale”, zona nella quale è arriva oggi il percorso dell’ascensore che parte da Valle Faul. A Ricci anche la replica di Gianmaria Santucci: “Lamentarsi della pratica dei revisori dei conti, è come chiedersi se sono stati controllati gli estintori del Titanic, nel momento in cui questo sta affondando”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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