Riccardo Valentini si dimette da capogruppo PD alla Regione
Prof. R Valentini
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Dopo la conferenza sul clima di Parigi, il professor Valentini si dimette da capogruppo alla Pisana per dedicarsi totalmente alla ricerca ambientale sul territorio della Tuscia.

A quanto pare l’aria di Parigi e la conferenza sul clima che ha seguito nella città, hanno schiarito un po’ le idee di Riccardo Valentini, che ieri notte ha consegnato le sue dimissioni da capogruppo del Pd alla Regione Lazio. “Ho chiesto l’avvicendamento – spiega – in accordo con il presidente Nicola Zingaretti al quale ho chiesto, dopo la conferenza sul clima di Parigi, di potermi dedicare alle problematiche ambientali che riguardano il nostro territorio, muovendo dall’importante lavoro fatto proprio nella capitale francese la settimana scorsa”.

Il tema del cambiamento climatico, infatti, è sempre stato fonte di estremo interesse per il professor Valentini, che evidentemente dopo essere stato a contatto con tanti ricercatori ha sentito il bisogno di impegnarsi in prima persona in questa sfida. “Ora – ha detto Valentini – i prossimi obiettivi, quelli più immediati, sono il piano energetico regionale e la messa in opera del nuovo programma di sviluppo rurale. Due obiettivi che dovranno vedere la Tuscia protagonista a livello regionale e nazionale”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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