Riccardo Valentini: “A Viterbo servirebbe una consulta della cultura”
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Valentini ha poi parlato anche di Movimento 5 Stelle ("il nostro è civismo vero"); Arsenico esprimendo l'idea di superare i dearsenificatori; e di Trasporti: "migliorare collegamento Viterbo-Orte""

“A Viterbo servirebbe una consulta della cultura”. Il consigliere regionale Riccardo Valentini, intervenuto durante la Convention di Viva Viterbo sabato scorso, sollecitato dalle domande del giornalista Giorgio Renzetti che gli chiedeva di suggerire qualcosa al sindaco Michelini ha invitato il comune di Viterbo a dotarsi “di uno strumento importante di confronto tra le realtà culturali, da tenersi sotto l’egida dell’amministrazione comunale”.

Chissà che cosa ne hanno pensato l’ex assessore alla cultura Giacomo Barelli presente in sala. La Consulta della cultura, tra aperture e chiusure, è stata spesso al centro di un dibattito tra realtà culturali e amministrazione. Osteggiata da più parti, anche dall’attuale assessore Delli Iaconi, che ha tenuto un atteggiamento poco chiaro a riguardo, la proposta era stata portata in consiglio comunale dal Movimento 5 Stelle, senza però arrivare a nessun risultato concreto. Chissà se le parole di Valentini possano aprire uno spiraglio.

Valentini ha poi parlato anche di Arsenico, confermando la volontà di chiudere la pratica dearsenificatori entro fine anno e sottolineando la necessità di superamento di essi con la miscelazione delle acque tramite lo sfruttamento dell’acqua del Lago di Bolsena o di pozzi, laddove possibile, a causa degli alti costi di mantenimento delle strutture; e di Trasporti, definendo le priorità di intervento migliori secondo lui per velocizzare l’arrivo a Roma dei treni in partenza da Viterbo, ovvero “il miglioramento del collegamento Viterbo-Orte sfruttando così la linea già buona Orte-Roma”. Infine parole anche per il Movimento 5 Stelle: “C’è civismo e civismo – ha detto – loro fanno solo proteste e inchieste, il nostro invece è civismo vero ed è un atto di responsabilità”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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