Riapre l'Unione, Michelini: "Dovrà essere un luogo aperto alle associazioni teatrali del territorio"
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Riapre il Teatro Unione. Martedì 13 scoccherà il grande giorno, alla presenza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. La notizia circola già da qualche giorno. Si tratta di un momento importante per la città e per l'amministrazione Michelini. Da qui in avanti si apre però la partita più difficile: tracciare un quadro per farlo funzionare davvero. Partita su cui l'amministrazione non ha ancora mosso passi.

Riapre il Teatro Unione. Martedì 13 scoccherà il grande giorno, alla presenza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. La notizia circola già da qualche giorno. Si tratta di un momento importante per la città e per l’amministrazione Michelini. Da qui in avanti si apre però la partita più difficile: tracciare un quadro per farlo funzionare davvero. Partita su cui l’amministrazione non ha ancora mosso passi.

Ecco il messaggio del sindaco alla città sull’argomento: “Riconsegnare alla città di Viterbo il suo teatro storico rappresenta, oltre alla soddisfazione di quanti si sono adoperati per questa impresa, un simbolo e un riferimento vivo della nostra cultura cittadina, di creatività artistica e anche di aggregazione sociale.

Possiamo certo essere orgogliosi di far rivivere un complesso architettonico come il teatro dell’Unione che, da oltre 160 anni, è uno dei punti più importanti della città; del resto non tutte le città hanno un teatro delle dimensioni e dell’eleganza di quello ideato dall’architetto Vespignani.

Il teatro dell’Unione dovrà diventare un luogo quotidiano, al quale restituire il calore perso durante i lunghi anni di chiusura; un luogo quasi familiare, dove peraltro tutte le generazioni di viterbesi hanno memoria di qualche ricordo più o meno personale e più o meno artistico.

Sentirsi a casa, ritrovare il piacere di andare a teatro in un luogo dove si rappresentano spettacoli, incontrare lì piacevolmente altre persone, dovrà essere la leva su cui anche l’amministrazione dovrà applicare il proprio impegno.
Tutto questo senza dimenticare che il teatro dovrà vivere anche quando non c’è spettacolo, lasciandolo disponibile per stimolare la creatività e lo spirito d’iniziativa dei giovani e delle varie associazioni teatrali di cui il nostro territorio è ricco.

Il pomeriggio del 13 giugno è quindi un momento importante per Viterbo, e lo vogliamo vivere con il presidente Zingaretti perché ha avuto e dato fiducia a un progetto che non era assolutamente scontato, anzi sembrava alquanto difficile ed impegnativo per la ristrettezza dei tempi assegnati. Ci siamo riusciti e questo è quello che conta”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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