Riapre l’area archeologica dell’antica città di Ferento
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VITERBO - L'ingresso è consentito il venerdì pomeriggio, il sabato e la domenica per l'intera giornata. Lo comunica Archeotuscia onlus Viterbo.

VITERBO – Riapre l’area archeologica dell’antica città di Ferento. Lo comunica Archeotuscia onlus Viterbo.

“L’area archeologica dell’antica città di Ferento, dopo il lungo lockdown, è stata resa nuovamente accessibile, grazie all’impegno dell’associazione culturale Archeotuscia, che, con i suoi volontari, ha ripulito l’intera zona e il tratto suggestivo del decumano.

L’area è aperta il venerdì pomeriggio, sabato e domenica l’intera giornata.

Ai visitatori, che debbono rispettare le disposizioni previste dalle norme anti Covid-19, è nuovamente possibile visitare i resti dell’antica città, in particolare il bellissimo teatro romano, i resti delle terme, quelli della domus ed è possibile percorrere il decumano liberato dalle sterpaglie. Quattro pannelli fatti apporre da Archeotuscia illustrano le caratteristiche dei singoli monumenti. Le rovine della città romana di Ferento si trovano su una collina tufacea a circa otto chilometri da Viterbo.

La città di Ferento era attraversata dalla via publica Ferentiensis, un’arteria trasversale che collegava la via Cassia con la valle del Tevere.

Ferento romana nacque in seguito dell’abbandono dell’abitato etrusco di Acquarossa e assunse notevole importanza specialmente durante il periodo imperiale.

Tacito e Vitruvio riferiscono che la città divenne municipium e che fu ascritta alla tribù Stellatina, ma soltanto in età giulio-claudia raggiunse il massimo splendore con l’edificazione di sontuosi edifici pubblici.

Ferento venne fregiata del titolo di Civitas Splendissima ed è anche famosa per aver dato i natali all’imperatore Marco Salvio Otone, che regnò nel 69 d.C., nonché a Flavia Domitilla Maggiore, seconda moglie dell’imperatore Vespasiano e madre di  Tito e Domiziano, entrambi imperatori di Roma. Dopo le invasioni barbariche divenne sede di diocesi almeno dal VI-VII secolo.

Nel corso dei secoli XI e XII Ferento sembra che si fosse organizzata in un’autonomia comunale con l’abitato ripopolato. Il declino e la definitiva distruzione della città di Ferento avvenne nel 1172 ad opera dei viterbesi. Tale fatto sembra essere scaturito da continue rivalità tra i due centri per il controllo del territorio.

L’attività dell’associazione culturale Archeotuscia onlus di Viterbo, presieduta dall’ingegner Luciano Proietti, è ripresa anche con escursioni ed altre proposte di attività legate al territorio. In programma giovedì 9 luglio alle ore 17 presso il Cedido (Palazzo dei Papi), seguendo le disposizioni sul distanziamento e la protezione antivirus, la conferenza “Fellini, Sordi e maestri del cinema nella Tuscia”, con Vincenzo Ceniti, console del Touring club, introdotta dal giornalista Giuseppe Rescifina”.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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