Riapre al pubblico la Torre di Pasolini
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SORIANO NEL CIMINO - Per accedere è necessario esibire il Green pass ed è obbligatoria la prenotazione al numero 349 877 45 48 oppure via mail a: ufficioturistico@comune.sorianonelcimino.vt.it. Il ticket è di 13 euro e comprende anche l'ingresso al Museo civico Agro Cimino.

SORIANO NEL CIMINO – Sulle tracce di uno dei più importanti registi e scrittori del Novecento italiano: tornano le visite guidate alla Torre di Pier Paolo Pasolini. L’appuntamento è per domenica 12 settembre, alle 9.30, per la riapertura di uno dei luoghi più amati da Pasolini.

Pier Paolo Pasolini si innamorò della Torre di Chia nella primavera del 1964, girando le scene del Battesimo del film Il Vangelo secondo Matteo, presso le “Cascatelle” di Fosso Castello, che scorre li vicino. Nel 1970 riuscì ad acquistarla e vi costruì la sua abitazione a ridosso dei ruderi del Castello di Colle Casale adiacenti la Torre, realizzando un capolavoro di integrazione nel paesaggio, una casa di pietra e vetro mimetizzata fra le rocce e il verde della natura circostante.

Un luogo silenzioso, magico e perfetto per trovare la giusta ispirazione. La Torre di Chia, e il suo bellissimo territorio circostante, sono un luogo perfetto in cui ricercare un ritorno ad uno stato di natura incontaminato, dove poter trovare la condizione ideale per lavorare, da dove poter esprimere, con la forza rigenerante di una “solitudine scelta come un bene”, la condanna allo “sgretolamento” della civiltà e al nuovo potere del consumismo.

Così Pasolini, negli ultimi anni della sua vita, vi lavorò al romanzo rimasto incompiuto, Petrolio e a molte delle sue Lettere luterane.
Un ringraziamento particolare va ai nuovi proprietari che, con disponibilità e sensibilità, hanno permesso che si potesse riprendere l’attività di visita alla Torre.

Per accedere è necessario esibire il Green pass ed è obbligatoria la prenotazione al numero 349 877 45 48 oppure via mail a: ufficioturistico@comune.sorianonelcimino.vt.it. Il ticket è di 13 euro e comprende anche l’ingresso al Museo civico Agro Cimino.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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