Revocata l'ordinanza di non potabilità dell'acqua. Problemi ancora per Grotte e zone limitrofe

Ecco l'ufficialità: l'acqua è potabile. Come annunciato venerdì scorso dal sindaco Leonardo Michelini è stata firmata la revoca dell'ordinanza che limitava l'utilizzo dell'acqua
Ecco l’ufficialità: l’acqua è potabile. Come annunciato venerdì scorso dal sindaco Leonardo Michelini è stata firmata la revoca dell’ordinanza (leggi qui) che limitava l’utilizzo dell’acqua a causa dei floruri e dell’arsenico. Rimangono escluse dall’ordinanza Grotte Santo Stefano, Roccalvecce, Sant’Angelo, Fastello e la strada Teverina per le quali l’acqua ancora non è potabile.
Chi abita in queste zone, servite dall’impianto di Pratoleva, dovrà aspettare ancora qualche giorno. L’impianto entro qualche giorno, come ha detto il sindaco a Radio Verde nel fine settimana scorso, dovrebbe garantire acqua potabile per le zone sopracitate.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















