Revisori: “Ciorba pronto anche al ricorso al Tar”
presidenza consiglio comunale
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Lorenzo Ciorba, padre del presidente del Consiglio comunale Marco, ha confidato a Gianmaria Santucci l’intenzione di rivolgersi alla giustizia per difendere i propri diritti.

Dopo l’esposto (ancora presunto), anche il ricorso al Tar. Lorenzo Ciorba, padre del presidente del Consiglio comunale Marco, avrebbe confidato a Gianmaria Santucci l’intenzione di rivolgersi alla giustizia per difendere i propri diritti. Lo ha rivelato proprio il consigliere comunale d’opposizione che lo ha incontrato casualmente in un bar.

“Ciorba – ha spiegato Santucci – mi ha detto che era sua intenzione fare un esposto in Procura per abuso di ufficio e anche un ricorso al Tar. L’esposto sarebbe contro chi non ha votato sì per la sua nomina e quindi tutti i presenti durante il Consiglio comunale. Ciorba dice che noi lo avremmo limitato in un suo diritto, quello di fare il Revisore e dunque secondo lui e il suo avvocato ci sarebbero gli estremi per l’abuso di ufficio. Ho provato a fargli capire che fare un esposto contro il Consiglio del quale vuol fare il Revisore sarebbe una forzatura, ma ha deciso così”.

La Fune torna dunque a chiedere conferma a Lorenzo Ciorba di questo eventuale azione. La risposta arriverà?

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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