Rete Studenti Medi: "Rocca ritiri la delibera del dimensionamento". Venerdì di protesta sotto la Regione
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VITERBO - Il nemico è il dimensionamento scolastico che pende come una spada di Damocle sulla piccola Grotte di Castro e sul popolare quartiere viterbese del Carmine. 

VITERBO – Gli studenti viterbesi scendono di nuovo in piazza per difendere la scuola pubblica dai tagli. E intendono farlo con una nuova manifestazione di protesta e proposta sotto la Regione Lazio, in piazza Oderico da Pordenone a Roma, alle ore 9.30 di venerdì 21 febbraio. 

Il nemico è il dimensionamento scolastico che pende come una spada di Damocle sulla piccola Grotte di Castro e sul popolare quartiere viterbese del Carmine. 

La Rete degli Studenti Medi intende lanciare un messaggio alla politica regionale. “Rocca ritiri la delibera, opposizione e associazionismo ci sostengano”, si legge in una nota della Rete, che lancia un appello per sostenere la manifestazione alle istituzioni, ai partiti, ai sindacati, alle associazioni, ai parlamentari, ai consiglieri regionali, comunali e municipali di tutto il Lazio e a ogni cittadino o cittadina che abbia a cuore la tenuta della scuola pubblica.

“Scendiamo in piazza perché vogliamo salvare le nostre scuole – spiega Bianca Piergentili, coordinatrice regionale della Rete degli studenti medi – è una battaglia necessaria e abbiamo bisogno del sostegno delle forze politiche perché sulla scuola non si può tagliare. Il presidente Francesco Rocca è ancora in tempo per ritirare la delibera, vogliamo che si fermi per questo saremo in piazza”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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