Rete delle Macchine a spalla, si lavora per portare dentro i Ceri di Gubbio
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VITERBO - A dare la notizia è il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini dal palco dell'Unione prima della partenza per il giro delle sette chiese.

VITERBO – Portare i Ceri di Gubbio nella Rete delle Macchine a spalla, questa un’operazione su cui si sta lavorando. A dare la notizia è il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini dal palco dell’Unione prima della partenza per il giro delle sette chiese.

“Si tratta di una tradizione gemella alla nostra e molto importante, hanno sbagliato in passato ma bisogna guardare oltre. Ci sono i margini per superare la questione e rimettere mano al dossier di candidatura Unesco, ci stiamo lavorando insieme a tutte le realtà della Rete”, le parole di Mecarini.

Ragionamento ripreso e rilanciato da Patrizia Nardi, l’autrice del dossier di candidatura della Rete e presente a Viterbo per la festa di Santa Rosa. Sulla stessa linea di pensiero Nola, Sassari e Palmi. 

Che qualcosa stesse bollendo in pentola era balzato all’occhio lo scorso 15 maggio quando in quel di Gubbio si erano recati il sindaco Giovanni Arena e l’assessore alla Cultura di Palazzo dei Priori Marco De Carolis. 

Prove tecniche di riavvicinamento, con l’obiettivo di rendere la Rete ancora più forte e significativa per tutti. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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