Rete delle macchine a spalla, ecco la danza dei Gigli di Nola (video)
Gigli
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Oggi vi mostriamo i Gigli di Nola, altra sorprendente realtà che fa parte della rete delle grandi macchine a spalla insieme alla Macchina di Santa Rosa. Una festa sorprendente...

Quella dei Gigli di Nola è una festa danzante da brividi. Al centro la fede per il patrono San Paolino, di cui i Gigli celebrano il ritorno del santo in città dopo la prigionia presso i barbari. Un fatto storico che risale al quinto secolo. In sostanza l’allora vescovo Paolino liberò i nolani, resi schiavi dai Visigoti, offrendo in cambio tutti i suoi averi e se stesso. La leggenda vuole che quando nel 431 Paolino ebbe modo di ritornare in libertà, la sua città lo accolse con una grande festa.

Tutti i nolani, quel giorno, avevano in mano dei gigli e scortarono il vescovo fino alla sede vescovile. Gli otto Gigli, strutture verticali di legno portate a spalla, ricordano quel giorno. Sono alti 25 metri e poggiano su una base cubica di tre metri di lato. Peso complessivo di ogni Giglio è di 25 quintali. I Gigli sono tutti addobbati con temi religiosi e fiori. La festa si svolge ogni 22 giugno, se cade di domenica. Altrimenti la domenica successiva. Gli obelischi di legno prendono i nomi delle antiche corporazioni cittadine e danzano insieme a una barca, che simboleggia il ritorno di San Paolino.

La cerimonia si svolge in un percorso ben determinato all’interno del centro storico di Nola. Nel corso della mattinata, i Gigli e la Barca vengono trasportati in piazza Duomo, la piazza principale di Nola, dove avviene la solenne benedizione da parte del vescovo. Dal primo pomeriggio all’alba del lunedì le strutture e i cullatori che li trasportano affrontano spettacolari prove di abilità e di forza. Il tutto a ritmo di musica originale.

 

 

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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