Rete degli studenti medi:“Vogliamo la scuola sicura”
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VITERBO - La Rete degli studenti medi di Viterbo protagonista di una manifestazione contro la gestione del rientro previsto per il 7 gennaio.

VITERBO – La Rete degli studenti medi di Viterbo protagonista di una manifestazione contro la gestione del rientro previsto per il 7 gennaio.

“Questa mattina studenti e studentesse si sono mobilitati, nel rispetto delle norme anti-Covid, davanti ai liceo Mariano Buratti e Paolo Ruffini e all’istituto Paolo Savi per manifestare il loro dissenso verso la gestione del rientro previsto per il 7 gennaio. Nello stesso momento altri ragazzi e ragazzi hanno esposto striscioni davanti a più di altre venti scuole di tutto il Lazio.

All’inizio dell’anno scolastico, studenti e studentesse hanno affrontato un rientro che dimostrava la poca attenzione nel gestire l’emergenza da parte delle istituzioni, che ha portato nuovamente alla chiusura delle scuole. Dopo mesi di didattica a distanza in cui la scuola non era considerata la priorità, ragazzi e ragazze vogliono poter tornare alla loro routine scolastica.

Per questo, più di 200 rappresentanti d’istituto e consulta nella regione hanno firmato l’appello della Rete degli studenti medi del Lazio per un rientro in sicurezza. Sono quindi tornati davanti alle loro scuole per lanciare un chiaro messaggio: trasporti sicuri, aumento delle connessioni scolastiche, più spazi per la didattica e tracciamento nelle scuole.

“Sono mesi che non viviamo la scuola – spiega Bianca Cimagalli della Rete degli studenti medi di Viterbo – ma soprattutto sono mesi che chiediamo un serio impegno delle istituzioni per garantire un rientro davvero in sicurezza. Le misure prese finora, come il doppio turno, risultano essere solo confusionarie e poco praticabili. Ciò è il risultato di decisioni prese senza il coinvolgimento di chi la scuola la vive davvero. Noi abbiamo chiaro cosa vogliamo: la scuola sicura!”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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