"Resuscitata" la Fontana a Sfera del Murialdo, dopo venti anni di attesa
Fontana a sfera
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Era gennaio di quest'anno quando raccontavamo della "Fontana a Sfera, opera dell’ingegno del maestro Capotondi, imbrattata di svastiche, bestemmie e inni al dio pagano Priapo realizzati in elegante vernice spray nera. Autore ignoto".

VITERBO – La Fontana a Sfera torna al suo aspetto originario. Dal mappamondo torna a uscire l’acqua, così come l’aveva pensata il maestro Capotondi. L’ultima fontana della storia di Viterbo, che venne realizzata negli anni Novanta, è stata “resuscitata” dal degrado grazie ai fondi PNRR.

Era gennaio di quest’anno quando raccontavamo della “Fontana a Sfera, opera dell’ingegno del maestro Capotondi, imbrattata di svastiche, bestemmie e inni al dio pagano Priapo realizzati in elegante vernice spray nera. Autore ignoto”.

Risale al 2017 l’ultimo tentativo, da parte della politica locale, di intervenire. Una battaglia che, in piena era Michelini, trovò la sinergia dei consiglieri Melissa Mongiardo (maggioranza) e Gianluca Grancini (opposizione). Intervento che, da quanto riusciamo a ricordare e ricostruire, fu sicuramente annunciato ma non ci risulta sia poi mai stato concretizzato. Operazione conclusa in questo anno di grazia 2025, era Frontini.

Non abbiamo avuto riscontro sull’installazione di telecamere a tutela del bene. Nel caso in cui nessuno, anche oggi, ci abbia pensato lo consigliamo vivamente visti i trascorsi.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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