Restaurato un affresco del Pastura alla chiesa di Santa Maria Nuova
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L'opera lunedì sarà restituita alla città, dopo il recupero finanziato da Rotary Club e Banca di Viterbo

Sarà presentato lunedì alle 17 alla chiesa di Santa Maria Nuova, l’affresco che raffigura i Santi Giovanni Battista, Girolamo e Lorenzo attribuito ad Antonio Del Massaro detto Il Pastura, il cui restauro è terminato da poco. L’opera di recupero è stata effettuata nel contesto del progetto poliennale del Rotary Club di Viterbo denominato “Viterbo città d’arte”, finanziato dalla Banca di Viterbo Credito Cooperativo, che ancora una volta ha dimostrato la volontà ed il desiderio si salvaguardare e valorizzare il prezioso patrimonio artistico della città di Viterbo.

Durante l’incontro di lunedì, al quale saranno presenti il vescovo Lino Fumagalli, il prefetto Rita Piermatti, e il sindaco Leonardo Michelini, saranno illustrate le fasi del restauro. L’opera, infatti, aveva subito numerosi danni a causa delle infiltrazioni di acqua sia dalla copertura che dalla muratura della chiesa. L’affioramento di sali, oltre a nascondere i colori, stava provocando il rigonfiamento dell’intonaco affrescato con imminente distacco di parti significative.

Ed è così che Rotay e Banca di di Viterbo restituiscono un’opera di grande rilevanza cultura per la città. Dopo la morte di Lorenzo da Viterbo, infatti, Antonio del Massaro da Viterbo detto Il Pastura divenne il maggior esponente della pittura viterbese. Nei primi del 1500 è a Viterbo, dove lascia l’affresco con i Santi Giovanni Battista, Girolamo e Lorenzo nel battistero di Santa Maria Nuova, affine per alcuni aspetti ad Antoniazzo Romano e per altri al Perugino.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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