Resistenza al rimpasto funzionale alla candidatura di Michelini a presidente della Provincia?
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Riusciranno a Palazzo dei Priori a uscire dall'incartamento sulla presidenza del consiglio senza mettere mano al rimpasto di giunta? La domanda che ci facciamo oggi è: perché tanta resistenza a cambiare la giunta, manovra che risolverebbe gli attriti sul post Rossi? E se fosse tutto congeniale a spianare la strada alla candidatura di Michelini a presidente della Provincia?

E se dietro le manovre in corso a Palazzo dei Priori aleggiasse lo spettro del rinnovo della Provincia? Soltanto vista da questa prospettiva sembrerebbe avere senso la forte resistenza del sindaco Leonardo Michelini a effettuare il rimpasto, operazione che in questa fase spianerebbe la strada all’elezione del nuovo presidente del consiglio.

E invece no, la giunta non si tocca. Per fedeltà? Per spirito di squadra? Perché squadra che vince non si tocca? Tutta bella roba, ma che in politica regge poco. E se il rifiuto a rimpastare ora servisse semplicemente a tenere ferma la giunta, per interessarla di un rimpasto (magari da promettere) tutto da giocarsi in campagna elettorale per le provinciali? Campagna elettorale sui generis, in quanto si tratta di elezioni di secondo livello. In pratica votano i consiglieri comunali e ognuno ha un peso diverso, ponderato. In sostanza varia in base alla popolazione del comune che si rappresenta. I più pesanti sono i consiglieri viterbesi che tutti insieme rappresentano il 22% dell’elettorato.

E la partita interessa parecchio, anche se ancora quasi nessuno ne parla. E se ci fosse l’idea di candidare Leonardo Michelini alla presidenza? Qui un rimpasto di giunta potrebbe servire per convincere più d’uno a votare in una certa direzione, quindi perché bruciarsi questa carta prima di maggio (data prevista per il voto su Palazzo Gentili)? Riuscirà il miraggio di un posto in giunta dopo le elezioni provinciali a convincere i consiglieri comunali di maggioranza resistenti ad accomodare la situazione dell’elezione del presidente del consiglio su un ritorno di Filippo Rossi? Alle 11 tornano a vedersi con il sindaco Michelini, oggi alle 15,30 si vota.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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