Resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, rintracciato e arrestato
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VITERBO - Intervento degli agenti della squadra volante.

VITERBO -“L’episodio – si legge in una nota della Polizia – si è verificato ieri quando è arrivata alla sala operativa della questura di Viterbo la segnalazione della presenza di un cittadino egiziano in una struttura cittadina che ospita persone disagiate.

A questo punto, i poliziotti hanno iniziato una specifica attività di consultazione delle banche dati disponibili, a seguito della quale lo straniero è risultato essere destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla procura della Repubblica per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate.

E’ stato quindi inviato sul posto un equipaggio della volante sul posto dove nell’immediato non è stata riscontrata la presenza del soggetto.

I poliziotti della volante non si sono dati, però, per vinti e hanno attivato una serie di capillari ricerche che hanno permesso di individuare lo straniero e di arrestarlo in esecuzione del provvedimento.

La professionalità dei poliziotti della sala operativa e l’immediato intervento degli uomini della volante sono stati ancora una volta determinanti per il buon esito dell’intervento”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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