Resist entra nel vivo: tra migranti, donne e partigiani
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La manifestazione organizzata dall’Arci per celebrare e riattualizzare i temi delle Liberazione, giunta all’undicesima edizione, già da oggi vivrà un ricca giornata di appuntamenti tra donne e migranti. Previsto anche il live degli Sbronzi di Riace.

Resist entra subito nel vivo. La manifestazione organizzata dall’Arci per celebrare e riattualizzare i temi delle Liberazione, giunta all’undicesima edizione, già da oggi vivrà un ricca giornata di appuntamenti tra donne e migranti. Previsto anche il live degli Sbronzi di Riace.

Si comincia a Caprarola presso il Palazzo della Cultura alle 16.30 con l’iniziativa “Voci di resistenza del Mediterraneo”. Caprarola sarà per un giorno luogo di confronto e di scambio su tematiche di attualità internazionale, legata alla questione i diritti umani nel bacino del Mediterraneo, grazie alla presenza di ricercatori e ricercatrici, giornalisti, attivisti e attiviste da vari paesi del Mediterraneo. L’evento è realizzato in collaborazione con Cospe, Arci, Unimed.

Alle 18 Resist si sposta al Biancovolta a Viterbo per la presentazione del libro “Sebben che siamo donne” di Paola Staccioli con la testimonianza di Silvia Baraldini. Un testo che racconta la militanza politica, anche armata, di dieci donne che dagli anni Settanta all’inizio del nuovo millennio hanno sacrificato la propria vita per il loro impegno politico.

Alle 21 infine a Vasanello presso la Casa del Popolo va in scena Drug Gojiko, spettacolo scritto e interpretato da Pietro Benedetti che narra le vicende di Nello Marignoli, l’ultimo partigiano viterbese.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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