Resist e ISM presentano The Hate Destroyer: presente Irmela Mensah Schramm
Irmela
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Una donna che ogni giorno gira per Berlino a caccia di scritte e adesivi xenofobi o di richiamo nazista, armata di vernici spray e raschietto, per cancellarli nonostante le minacce che riceve da tempo. Il film racconta l’odio che dilaga in Germania e in Europa, l’indifferenza e anche la scelta coraggiosa di attivismo di una donna fragile come ciascuno di noi, come Irmela.

Arriva a Viterbo Irmela Mensah Schramm, l’attivista tedesca protagonista del film di Vincenzo Caruso. Giovedì 26 aprile, alle ore 21.00 al cinema Trento (La Quercia, Viterbo), nell’ambito dell’edizione 2018 di Resist, la manifestazione annuale sulla resistenza e l’antifascismo di Arci Viterbo, arriva un’importante anteprima della ventiquattresima edizione del festival di Aucs Onlus Immagini dal Sud del Mondo: The Hate Destroyer, il film di Vincenzo Caruso sulla coraggiosa Irmela Mensah Schramm e la sua lotta contro il neonazismo.

Una donna che ogni giorno gira per Berlino a caccia di scritte e adesivi xenofobi o di richiamo nazista, armata di vernici spray e raschietto, per cancellarli nonostante le minacce che riceve da tempo. Il film racconta l’odio che dilaga in Germania e in Europa, l’indifferenza e anche la scelta coraggiosa di attivismo di una donna fragile come ciascuno di noi, come Irmela.

“La linea fra altruismo ed egoismo – scrive Caruso – è più sottile di quanto si pensi. Ho incontrato Irmela nel 2012 e mi ha subito colpito per la convinzione, la perseveranza e la sua forza d’animo. Conoscendola meglio, nel corso degli anni, ho imparato a riconoscere anche le sue fragilità e le sue debolezze, radicate nel suo passato. Ho quindi cercato di costruire un racconto in cui le sue debolezze fossero le armi con cui lei combatte quotidianamente, cercando di vincere la battaglia più importante, quella contro l’intolleranza, la violenza per il diverso da noi”.

Alla proiezione saranno presenti sia il regista, Vincenzo Caruso che la protagonista di questa eccezionale storia, Irmela Mensah Schramm. La proiezione è realizzata in collaborazione con l’Unione dei Circoli Cinematografici Arci (UCCA).

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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